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Controlli in tempo reale dei contatori di luce e gas contro il caro bollette. La ASL di Bari si è dotata di un sistema di gestione e monitoraggio delle forniture di energia elettrica e gas per verificare tempestivamente eventuali anomalie e/o sprechi. Dopo l’adozione del piano per il risparmio energetico, l’azienda sanitaria introduce una ulteriore buona pratica finalizzata a contrastare il continuo aumento dei costi legati all’uso della energia.

A spiegare in che cosa consiste il nuovo sistema di controllo è il direttore amministrativo della azienda sanitaria, Luigi Fruscio. “Attraverso una piattaforma software di gestione remota – commenta Fruscio – possiamo vedere in maniera centralizzata i dati di consumo dell’intera azienda, anche da più sedi, oltre a semplificare i processi di gestione delle utenze di energia elettrica e gas, e scoprire, con tempestività, eventuali discordanze rispetto a parametri standard”.

Le strutture sanitarie, in quanto utenze sensibili, sono fortemente energivore: la ASL di Bari ha chiuso il 2022 con una spesa complessiva per le utenze elettriche di 31 milioni e 672mila euro, a fronte dei 9 milioni e 540mila del 2021, con un rincaro di oltre 22milioni di euro, pari al 231 per cento in più. Non va meglio per il gas: nel 2021 l’azienda sanitaria aveva speso quasi 3 milioni di euro e ha invece chiuso il 2022 con un conto da 9 milioni e 227mila euro. La differenza è oltre 6 milioni di euro e quindi il 207 per cento di rincaro.

Sono complessivamente 268 i contatori di luce e gas al centro dei controlli del nuovo software. I dispositivi tra l’altro sono ubicati nelle numerose sedi della ASL, distribuite su un vasto territorio, e rappresentate da edifici difformi sia per età che per stato di conservazione: questo significa che si possono verificare potenziali inefficienze nascoste e una domanda energetica non omogenea. Da qui la necessità da parte della azienda sanitaria di procedere ad una mappatura dettagliata dei processi e delle utenze energetiche coinvolte, sia per promuovere future azioni di efficientamento energetico sia, in generale, per una migliore efficienza operativa.

Per una struttura sanitaria i costi energetici possono rappresentare fino al 3% dei costi totali; più del 40% del consumo di energia è dovuto agli impianti di climatizzazione, mentre illuminazione, acqua calda sanitaria e lavanderia incidono per circa il 15% ciascuno. La complessità degli utilizzi energetici in ospedali e strutture sanitarie suggerisce, dunque, una mappatura dettagliata e costante dei consumi, sia per effettuare la diagnosi energetica, volta ad attivare percorsi di efficientamento energetico, sia per la gestione nel tempo dell’energia.

L’uso del software anti sprechi segue alla approvazione nei mesi scorsi di un vademecum destinato ai propri dipendenti con le azioni quotidiane che fanno bene all’ambiente e che sensibilizzano il personale ad un utilizzo contenuto e intelligente dei vari strumenti di consumo, dal computer alle luci, dall’ascensore ai climatizzatori: un insieme di pillole di sostenibilità che non implicano necessariamente la riduzione di comfort e/o servizi ma che permettono un considerevole risparmio energetico senza particolari rinunce.