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“Il 19 gennaio 2023, nella riunione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficialmente fatto il suo debutto il “COMITATO AZIENDE INDOTTO A.d.I. e GRANDI IMPRESE”.

Tutte le aziende dell’indotto associate a Confindustria Taranto si sono dimesse in massa da Confindustria Taranto dopo aver constatato che occorre aprire una fase nuova. Una fase di pari dignità, di collaborazione costruttiva e di complementarità con le grandi imprese. Una fase meno politica e più concreta.

Senza giochi di poteri e condizionamenti. ll nostro Comitato delle Imprese dell’Indotto è un’aggregazione di aziende libere e senza condizionamenti ideologici, unitesi per interagire direttamente e trovare soluzioni costruttive, pragmatiche e quindi efficaci alle problematiche tipiche del rapporto con Clienti di così grandi dimensioni.

Le nostre riflessioni hanno preso spunto dalle turbolenze di Acciaierie d’Italia, un contenzioso tra il socio pubblico e quello privato che pareva non avere fine e nel quale abbiamo sentito di non essere rappresentate, rischiando di fare la fine del vaso di coccio come nel 2015.

In un assoluto vuoto di rappresentatività e lontane dalla palude della politica, le aziende dell’indotto hanno preso il cuore in mano e lo hanno gettato oltre l’ostacolo, appropriandosi del loro spazio e diventando protagoniste dirette del proprio destino, consapevoli che questa è una strada coraggiosa e senza ritorno. Una strada di assunzione di responsabilità.

A peggiorare il clima e l’incertezza, ha contribuito l’inerzia della rappresentanza della CONFINDUSTRIA TARANTINA, che distratta e disorientata, aveva ormai derubricato in una routinaria questione tra semplici privati, le problematiche complesse della METALMECCANICA e della SIDERURGIA, delegandole alla competenza REGIONALE e a loro dire NAZIONALE.

Nel novembre del 2022, in un crescendo spontaneo di adesioni e consensi queste aziende hanno avuto la forza di prendere posizioni controcorrente nette e chiare. Posizioni positive e di netta contrapposizione con le idee confuse di altri attori locali. In sostanza, posizioni di difesa della Fabbrica che riteniamo patrimonio comune e vogliamo proteggere a tutti i costi, in quanto depositaria di tecnologie e di know-how vitali per la sopravvivenza economica e lo sviluppo del nostro amato Territorio Jonico.

Attaccare questa fabbrica è una follia. E’ invece saggio difenderla aiutando a migliorarla. Per questo abbiamo lanciato messaggi di allarme al Governo e al Parlamento. Abbiamo chiesto di fare presto ed essere convocati per esporre il nostro punto di vista direttamente, senza filtri, come attori esperti della materia e portatori di un interesse legittimo, giusto e sincero.

Il riconoscimento di tanti sforzi è arrivato il 19 gennaio 2023, quando le nostre imprese dell’indotto, formalmente riunitesi in Comitato (una vera e propria “associazione” regolarmente costituita), sono state accolte e ascoltate dal Ministro Adolfo Urso presso il Ministero delle Imprese e Made in Italy, al pari della stessa Acciaierie d’Italia, dei suoi soci, delle Istituzioni e delle altre forze produttive e di rappresentanza.

Nella riunione del 19 gennaio quasi tutte le parti – noi inclusi – hanno finalmente concordato di dare il via a un percorso di ricostruzione e rilancio, in un clima di maggior serenità e con le giuste risorse. Su esplicito invito del Ministro, il nostro Comitato parteciperà a tutti i successivi appuntamenti del tavolo di confronto indetti dal Ministero, che saranno finalizzati allo sviluppo dell’Accordo di Programma e alla verifica passo dopo passo dell’avanzamento dei cronoprogrammi per la ripartenza e la decarbonizzazione di Acciaierie d’Italia.”

E’ un comunicato del Comitato Indotto A.d.I. e Grandi Imprese