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«Dal report “Ecomafia 2022” di Legambiente realizzato in collaborazione con Novamont e presentato ieri a Roma, emergono dati sconcertanti in merito alla capillare rete d’azione delle ecomafie, che “continuano ad affondare le loro radici nell’ambiente, spinte da interessi trasversali in cui si intrecciano sempre di più criminalità ambientale, economica e organizzata in un triangolo perfetto”.

La ricerca stima che gli “ecomafiosi” nel solo 2021 hanno fatto cassa per ben 8,8 miliardi di euro. Ma che significa tutto questo? Che il nostro sistema, purtroppo, è un colabrodo di corruzione, e questo fenomeno non fa altro che danneggiare economicamente i cittadini, nonché l’ecosistema che ci ospita. Questa realtà andrebbe contrastata con gli unici due strumenti che uno Stato democratico possiede: la giustizia e la legge.

Mentre la prima è prerogativa della Magistratura, che deve essere messa nelle condizioni di utilizzare tutti gli strumenti per contrastare la criminalità, la seconda non può che discendere dall’attività normativa delle istituzioni coinvolte. Ma il Governo Meloni, nei suoi primi interventi normativi, sembra essersene dimenticato. Come pensiamo di contrastare le ecomafie aumentando il tetto alla libera circolazione del contante e garantendo l’impunità del reato di corruzione e abuso d’ufficio?

C’è il forte rischio che queste norme della maggioranza consentano alle ecomafie di aumentare i loro sporchi affari, con conseguenti profitti, in via del tutto indisturbata. Ci aspettiamo, pertanto, un repentino passo indietro da parte del Governo e delle forze politiche che lo sostengono, in segno di responsabilità nei confronti degli italiani». Lo ha dichiarato in un comunicato stampa il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle.