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Guido Putignano, tarantino di 20 anni, studente di Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano è rappresentante nazionale dell’AI Youth Council al World Economic Forum, Fellow della Clinton Foundation ed Advisor in diverse realtà Nazionali ed Internazionali nel campo dell’healthcare. Attualmente a Zurigo nell’ambito del progetto S.E.M.P. (Swiss Exchange Mobility Porgram) – Erasmus.

É Vicepresidente di SAFES PRO, Ente di formazione con 15 università partner, nonché Founder di Yealthy specializzatosi in Drug Discovery. Da tempo si occupa di biologia sintetica e di regenerative medicine con applicazioni in longevity e drug discovery. Infine è anche membro del Mensa, unico Fellow in Europa di Biodojo ed è stato Innovator a The Knowledge Society.

Alla sua giovanissima età ha già raggiunto risultati davvero straordinari nel campo della ricerca ottenendo riconoscimenti di livello internazionale. Già insignito nel 2021 del premio Italia Giovane, quest’anno ha ricevuto il “Premio Eccellenza Italiana”, con la motivazione: “Un’eccellenza degli studi e della ricerca, uno straordinario punto luce per il Paese chiamato a fare costellazione.”

Premio che, per comprenderne la rilevanza è andato anche al prof. Francesco Schittulli presidente nazionale della Lilt e a Edo Ronchi presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, oltre che a numerose altre eccellenze in vari campi e noti marchi aziendali. Il premio nasce dalle ricerche condotte da Putignano nel campo della biologia sintetica e della intelligenza artificiale. Studi che puntano alla cosiddetta “medicina di precisione”.

Queste ricerche nel campo della biologia sintetica, dell’intelligenza artificiale, nonché della policy ed imprenditoria, sono state presentate dallo stesso giovane ricercatore italiano a Cambridge nell’ambito di un simposio come Amgem Scholar. Come se ciò non bastasse un ulteriore riconoscimento da parte “The NOVA 111 Studente list”, in collaborazione con la BOCCONI di Milano, che lo ha riconosciuto “persona più influente in Italia per gli studi di Medicina e Scienze Biologiche, al di sotto dei 25 anni”.

Se a soli 20 anni ha raggiunto questi traguardi c’è da attendersi che in futuro le sue ricerche possano produrre risultati inimmaginabili oggi, in un campo, quello della bioingegneria, che molto può contribuire al miglioramento della qualità della vita.