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“Dal dossier Legambiente – si legge nel report di sostenibilità di AdI – su 102 città campionate Taranto si colloca per il PM10 al 65esimo posto, con una concentrazione media annua rilevata di 21 microgrammi per metro cubo di aria mentre il limite fissato dalla norma è di 40 microgrammi. Un dato che è migliore di Alessandria, Palermo, Roma, Pescara, Rimini e di molte delle città italiane”. (Da IlSole 24 ore)

“Il dossier di Legambiente è essenzialmente finalizzato a focalizzare l’impatto del traffico. Un’analisi delle ricadute degli inquinanti anomali di un SIN (sito di interesse nazionale) richiede tecniche di analisi molto diverse, che tengano conto delle risultanze epidemiologiche. Taranto non è messa così bene come sembra suggerire il dossier di Legambiente che non si concentra sui quartieri maggiormente esposti alle emissioni degli impianti ILVA e non focalizza le profonde differenze fra quartieri a Taranto, alcuni con una speranza di vita di gran lunga inferiori a quelli più distanti dalle fonti inquinanti.
https://www.dire.it/11-05-2021/632075-ex-ilva-nei-quartieri-di-taranto-piu-esposti-allinquinamento-181-decessi-in-piu/

Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all’area industriale: dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi. L’eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.”
https://www.peacelink.it/citizenscience/a/48465.html

Lo scrive Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink