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“Il segretario regionale del SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, insieme al segretario provinciale di Taranto si sono recati presso sezione di polizia giudiziaria della locale Procura della repubblica, per presentare n.2 esposti/denuncia di cui, uno contro i ministri della giustizia ed i vertici del DAP a partire dal 2017 ad oggi, ed uno contro l’ASL di Taranto ed i vertici regionali della sanità.

L’esposto contro i responsabili politici del dicastero della Giustizia ed i vertici del DAP-dipartimento amministrazione penitenziaria è “l’Extrema ratio” che dei lavoratori sottoposti a carichi di lavoro massacranti triplicati in questi ultimi anni in violazione di leggi e accordi sindacali possono attuare contro il DAP che, si è sempre mostrato sordo alle legittime rimostranze dei poliziotti che le hanno tentate tutte, dallo sciopero della fame al referendum per il passaggio al ministero degli interni, da sit in ad incatenarsi eppoi bruciare i tesserini di riconoscimento.

Nel carcere di Taranto negli ultimi anni è successo di tutto e noi riteniamo che ci siano anche colpe del Ministro Orlando che nel 2017 ha firmato i nuovi organici(ridimensionando ancora di più gli organici ) e dei suoi successori, nonché dei vari Capi del DAP e dirigenti generali vari, che non hanno tenuto conto delle gravissime difficoltà operative in cui si trovava il penitenziario del capoluogo Jonico .

Infatti l’organico che circa 20 anni fa contava oltre 350 poliziotti è stato drasticamente ridotto a 270 circa unità, mentre i posti regolamentari dei detenuti che era di circa 320, sono saliti vertiginosamente arrivando ad oggi ad oltre le 750 ristretti presenti, senza alcuna rivisitazione dell’organico dei poliziotti

In queste condizioni è saltato tutto per cui l’illegalità, la prepotenza e la violenza dei detenuti è stata molto difficile se non impossibile da arginare, ed i risultati sarebbero gli eventi critici che sarebbero esplosi in maniera devastante.

Proprio per questo il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, ritiene che tali eventi critici ( sucidi, aggressioni a poliziotti, tentati suicidi, rivolte, introduzione di materiale proibito(droga, telefonini) etc. che si sono susseguiti dal 2017 ad oggi, si sarebbero, forse, potuti evitare qualora i Ministri della Giustizia ed i vertici del DAP responsabili della gestione dell’amministrazione penitenziaria avessero provveduto a rinforzare l’organico di poliziotti penitenziari di Taranto (che è rimasto sempre di circa 270 unità), oppure sfollare il carcere della parte eccedente di detenuti, considerato che il sovraffollamento di Taranto sarebbe mediamente di circa il 170% della capienza regolamentare, mentre il dato nazionale sarebbe di circa il 10%(dati DAP al 31 agosto 2022).

L’altro esposto è stato presentato contro l’ASL di Taranto ed i responsabili regionali della sanità a seguito della grave carenza di assistenza ai detenuti, soprattutto quelli con problemi psichiatrici che a seguito di ciò, avrebbero posto in essere reazioni violente contro gli altri detenuti con cui sono ristretti, aggredendoli oppure auto lesionandosi (suicidi-tentati suicidi- tagli sul corpo ecc.ecc.); stessa sorte è toccata e tocca ai lavoratori della polizia penitenziaria, che sono costretti a ricorrere alle cure dei medici del carcere o peggio del pronto soccorso del locale ospedale, con prognosi di diversi giorni.

In alcune occasioni i poliziotti penitenziari vittime di queste aggressioni, sarebbero rimasti con danni permanenti che non avrebbero ricevuto alcuna quantificazione o risarcimento .

Il SAPPE si augura e spera che la magistratura di Taranto visioni gli atti depositati in data odierna, e verifichi le eventuali responsabilità che fino ad oggi hanno creato grossi danni ai poliziotti, ai detenuti, alla sicurezza del penitenziario del capoluogo Jonico, nonché preoccupazione e problemi alla sicurezza pubblica, e preannuncia che nei prossimi giorni presenterà analoga denuncia per le altre carceri pugliesi più in difficoltà.”

(foto di repertorio)

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