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“C’è una sola cosa che dovrebbe andare al massimo ed è la difesa della salute dei lavoratori del centro siderurgico e dei tarantini. Lo chiese dieci anni fa la Procura di Taranto con l’inchiesta Ambiente svenduto, lo hanno ribadito i giudici della Corte d’Assise e della Corte Europea dei diritti dell’uomo con i loro pronunciamenti”.

Lo afferma il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd) all’indomani delle dichiarazioni dell’ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli. “Ricordo che due mesi fa la Corte d’Assise di Taranto ha sonoramente bocciato la richiesta di dissequestro degli impianti dell’area a caldo avanzata da Ilva in amministrazione straordinaria – prosegue Di Gregorio – perché lo stato degli impianti e gli interventi riguardanti il Piano ambientale Aia 2012, non consente di ritenere in alcun modo superato il presupposto legittimante il sequestro preventivo”.

“Sono di qualche giorno fa invece – aggiunge Di Gregorio – le colonne di fumo che hanno oscurato il cielo di Taranto provenienti dall’ennesimo incendio divampato nello stabilimento siderurgico. L’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga sequenza di eventi denunciati dai sindacati che da anni segnalano la presenza di criticità impiantistiche nello stabilimento, insieme all’utilizzo improprio della cassa integrazione. Si faccia chiarezza su questi aspetti, si intervenga in modo risolutivo. Su questo c’è bisogno di andare al massimo. Con urgenza”.

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