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Presso la Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto si è consumata l’ennesima aggressione, ad opera di un detenuto ai danni di due Ispettori di Polizia Penitenziaria. L’increscioso, deplorevole episodio è avvenuto nella mattinata di mercoledì scorso, quando un detenuto, molto pericoloso, ha improvvisamente dato in escandescenza colpendo, in più parti del corpo, uno dei due ispettori con un coltello rudimentale, probabilmente ricavato dalle bombolette di gas, scagliandosi subito dopo con violenza sull’altro.

Altri poliziotti penitenziari, prontamente intervenuti, hanno cercato di immobilizzarlo per evitare ulteriori danni verso altri detenuti e anche verso se stesso. I colleghi aggrediti, stamattina sono tornati dal pronto soccorso, dove sono stati loro prescritti rispettivamente 10 e 5 giorni di prognosi.

A parere della FNS CISL, non è più il tempo dell’indignazione fine a se stessa, bensì quello della decisione sulle cose da fare, di un impegno serio, responsabile e veloce da parte di tutta l’Amministrazione penitenziaria, dalla periferica alla centrale, che non può più solo limitarsi a prendere atto delle inaccettabili aggressioni violente, oramai routinarie, subite dai colleghi, quasi sempre costretti a ricorrere, come nell’ultimo caso, alle cure del pronto soccorso. Il senso di isolamento e la percezione dell’abbandono stanno determinando, soprattutto negli agenti che lavorano nei reparti detentivi, rabbia e senso di frustrazione.

La FNS CISL chiede a gran voce una riorganizzazione del modello operativo del lavoro che, per fronteggiare il sovraffollamento detenuti rispetto agli spazi ristretti delle camere di detenzione, (che ci contesta l’Autorità Europea), ha visto nei precedenti anni introdurre sistemi di vigilanza dinamica con reparti aperti, nei quali la popolazione detenuta crea condizioni di pericolose aggregazioni e, spesso, aggressioni diffuse interne.

Anche il nuovo Capo DAP, il Pres. Carlo Renoldi, sta cercando di intervenire in corso d’opera nelle attività del suo insediamento al Dipartimento ma questa situazione è talmente critica da obbligare non solo lo stesso Renoldi ma anche la Ministra della Giustizia Cartabia a dover intervenire con urgenza sulla questione aggressioni.

La FNS CISL è pronta a qualsiasi confronto in sede tecnica ed in sede politica per arginare i fenomeni di violenza cui stiamo assistendo quotidianamente; ma adesso serve dimostrare che lo Stato c’è, affinché il sistema penitenziario sia in sicurezza, per chi ci lavora e per i cittadini. La FNS CISL rilancia, pertanto, la propria richiesta di maggiore sicurezza e manifesta sentimenti di vicinanza e solidarietà ai colleghi aggrediti e alle loro rispettive famiglie.