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“Nei giorni scorsi si è svolto nelle carceri pugliesi e nazionali il referendum tra i poliziotti penitenziari per chiedere il passaggio dal Ministero della Giustizia a quello degli Interni.

A differenza di quelli sulla giustizia voluti dalla Lega e dai Radicali che non hanno avuto successo, questo referendum interno che si è svolto tra mille difficoltà a causa del boicottaggio dell’amministrazione penitenziaria, ha visto la grande partecipazione dei poliziotti che vogliono riappropriarsi del loro ruolo previsto dalle leggi dello Stato.

Ormai l’amministrazione penitenziaria ha portato le carceri in un baratro fatto di violenza, prepotenza, disprezzo delle regole da parte dei detenuti più facinorosi che in assenza di controlli, sottomettono ai loro voleri i tantissimi detenuti che vorrebbero solo stare tranquilli e percorrere in santa pace il cammino per la rieducazione.

La sicurezza delle carceri è pari a zero poiché si è voluto depotenziare la polizia penitenziaria sia riducendone gli organici, sia con tutta una serie di provvedimenti a partire dalle sezioni con la “vigilanza dinamica” in cui non c’è più controllo.

Il referendum voluto dai poliziotti e portato avanti dal SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, vuole mettere il Ministro delle Giustizia ed il DAP di fronte alle loro responsabilità, poiché la sicurezza delle carceri non crea problemi solo all’interno delle stesse, ma anche all’ordine e sicurezza pubblica.

L’esempio più eclatante è stata l’evasione di 73 detenuti dal carcere di Foggia con i fuggitivi che spargevano il terrore tra i poveri cittadini che venivano aggrediti, malmenati e rapinati; meno eclatanti sono i tantissimi eventi critici che giornalmente si registrano in tutta la nazione creando scompiglio e paura(suicidi, tentati suicidi, aggressioni, violenza e prepotenza, malati psichiatrici allo sbando) .

La preoccupazione del SAPPE è condivisa da un illustre autorità quale il procuratore dottor GRATTERI che in maniera chiara sta chiedendo al Governo di interessarsi concretamente delle carceri, invece di preoccuparsi di trovare 28 milioni di euro per fare le case dell’amore all’interno dei penitenziari.

Chissà cosa ne pensano quei cittadini Italiani costretti a vivere in tuguri umidi e fatiscenti oppure sotto i ponti, di questa iniziativa del Ministro.

I Dirigenti del SAPPE ed i poliziotti penitenziari della Puglia, nei mesi scorsi si sono incatenati davanti alle carceri di Foggia e Taranto, hanno bruciato i tesserini di riconoscimento, hanno fatto richiesta in massa di essere trasferiti in altre sedi, per cui ora sono disposti a tutto sia per salvaguardare il loro lavoro che la sicurezza dei cittadini.

Nel corso del 7° congresso del SAPPE svoltosi a Tivoli(RM) nei giorni 14, 15 , e 16 Giugno il rieletto segretario generale del SAPPE dottor Donato CAPECE, ha mostrato una parte delle migliaia di schede provenienti dai 210 penitenziari Italiani, e li ha mostrati ad un preoccupato Capo del DAP Renoldi ed ai suoi collaboratori, nonché ai parlamentari nazionali a partire dagli on.li FIANO (PD) MORRONE e TONELLI (Lega) GASPARRI ( Forza Italia) DI SARNO(5Stelle) nonché segretari generali dei maggiori sindacati della Polizia di Stato(SIULP, SAP, SIAP) della CONFSAL per finire al sottosegretario alla Giustizia SISTO.

Nonostante il boicottaggio, la Puglia è stata la regione che ha visto la maggior partecipazione di poliziotti penitenziari alla consultazione con 1081 schede di cui 1044 SI(con cui si chiede il passaggio alle dipendenze del ministero degli Interni) e 37 NO con una percentuale del 65% degli aventi diritto.

Il SAPPE ritiene che sia giunta l’ora di ridare alle carceri speranza vera per i detenuti, dignità lavorativa ai poliziotti, nonché certezza della pena che nel nostro paese non esiste.

Ciò al fine di garantire ai cittadini giustizia e sicurezza, poiché il carcere non è una discarica da dimenticare, ma un esercizio di democrazia per un paese civile”, conclude il comunicato del SAPPE.

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