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I cinghiali continuano a girare indisturbati in tutta la Puglia, provocando danni all’agricoltura e incidenti stradali, ma è sempre più evidente soprattutto, il pericolo ambientale e di salute pubblica derivante dalla presenza urbana dei cinghiali e del diffondersi della peste suina africana.

Il comune di Laterza ha affrontato il problema durante un tavolo tecnico costituito da esperti del settore per discutere e trovare soluzioni efficaci. Presenti: il Sindaco Franco Frigiola, l’Assessore Agricoltura Salvatore Colacicco, il Responsabile Servizio Agricoltura Comune di Laterza Dott.Raffaele Fanelli, il Comandante della Polizia locale Sandro Frigiola, il Comandante Carabinieri Forestali Francesco Lattarulo, il Direttore Coldiretti Provinciale Franco dell’Acqua, il Presidente Coldiretti Locale Angelo Capurso, il Direttore Cia Provinciale Vito Rubino, il Direttore Provinciale CopAgri Erminio Campa, ConfAgricoltura Locale Grazia Bozza, il Direttore Asl Siav Dott.Luigi Laera e il Collaboratore Dott.Laera , il Dott Nicola Quasucci.

«Durante l’incontro, abbiamo pensato – commenta il Sindaco di Laterza Franco Frigiola – di costituire un consiglio monotematico del versante occidentale, così con tutti i sindaci esporremo questo problema al prefetto, e con lui cercheremo di capire come intervenire per la sicurezza dei nostri territori, così da evitare – conclude – che questa emergenza diventi insostenibile».«Parliamo della sicurezza stradale e dei danni all’agricoltura – dice l’Assessore Salvatore Colacicco – dei risarcimenti che i cittadini non hanno, e dunque evitano anche di denunciare. Quindi, il tavolo di oggi è stato solo l’inizio, porteremo questo grave problema al Prefetto e poi in Regione».

«I cinghiali – commenta il Presidente Coldiretti Locale Angelo Capurso – sono stati immessi in natura dall’uomo, noi lo abbiamo voluto e necessariamente lo dobbiamo risolvere. Stanno distruggendo – conclude – la natura, l’agricoltura e l’ecosistema, l’unica soluzione è quella di incominciare ad abbatterli».

«Occorre modifica la legge 157 del 1992 vecchia di trenta anni – dice il Direttore Cia Provinciale Vito Rubino – adesso sono nate ulteriori esigenze e per superare il problema della fauna selvatica su tutto il territorio, occorre modificare questa legge, occorre dare la possibilità di fare gli abbattimenti e cercare di ridurre la presenza sul territorio dei cinghiali, che stanno devastando le produzioni agricole.

Però – conclude – oggi è più importante la coscienza “animalara”, come l’ha definita qualche parlamentare, che difendere l’uomo. Quindi dobbiamo andare oltre, dobbiamo difendere l’uomo e cercare di ridurre la presenza di questi animali sul territorio».

Da un momento all’altro potrebbe arrivare la peste suina – commenta il Direttore Asl Siav Dott. Luigi Laera – non è un problema per l’uomo ma per la zootecnia – forse – aggiunge, il problema più grave e che stando nei boschi loro mangiano di tutto e a lungo andare l’ecosistema del bosco potrebbe andare in sofferenza e nel tempo potrebbero essere distrutti completamente dalla presenza dei cinghiali».

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