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Da domani e fino a domenica gli artisti e compositori internazionali del Musarc Choir, fondato nel 2008 da Joseph Kohlmaier all’interno della School of Art, Architecture and Design, della London Metropolitan University, saranno ospiti a Taranto nell’ambito di “Rooftops Ep 03”, festival di arti e design sui tetti della Città vecchia.

Una kermesse pensata da Post Disaster, collettivo di architetti e designer vincitore del premio “Creative Living Lab”- III edizione, promosso dalla direzione generale “Creatività contemporanea” del Mibact. «Un’opera inedita, contestualizzata sulla città di Taranto – spiega l’architetto di Post Disaster, Gabriele Leo – e frutto di una residenza del coro londinese durata alcune settimane.

Sono venuti una prima volta già a marzo per fare dei sopralluoghi preliminari e da due settimane sono fissi qui, per cogliere lo spirito della città».

Questa sera alle 20.00, con partenza dalle colonne doriche, prenderà forma la prima delle tre performance, che durerà due ore: “The End of the world Service”. Un’opera inedita itinerante, ispirata e dedicata a Taranto, sotto forma di partitura per voci, strumenti e testo. Il libretto poetico su cui si basa lo spettacolo del coro è stato realizzato attraverso delle sessioni di scrittura collettiva e, accompagnato da testi critici e dalle partiture delle composizioni, sarà donato al pubblico che potrà così seguire il lavoro. Stasera Aga Beaupré, Mela Boev, Marie Hamilton, Joseph Kohlmaier, Neil Luck e Sara Rodrigues, in arte i “Musarc”, si esibiranno con la collaborazione di 20 elementi del Gran Complesso Bandistico “Città di Crispiano”. Domani un altro appuntamento, seconda parte della performance.

Stavolta ad accompagnare il coro paneuropeo saranno due studenti trombonisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Giovanni Paisiello di Taranto. Infine domenica, alle 6.30, la performance conclusiva sul tetto dell’ex palestra Galilei, in vico Carducci 15. Disposti in una formazione a spirale, in un rituale di saluto alla città che li ha ospitati, il coro riprende Tape Music – Scores for Musarc, una performance già messa in voce, in vari contesti e vari luoghi, che viene ri-localizzata su Taranto, creata per il coro dal sound artist Lin Chiwei.

«Saranno un’alba e una colazione performative. I Musarc eseguiranno il loro cavallo di battaglia, in cui come un corpo collettivo diventano un essere unico. È il lavoro che ci aveva tanto colpito – spiega Gabriele Leo del collettivo promotore Post Disaster – e per cui li abbiamo invitati, perché più di tutti si avvicina al tema scelto per questa terza edizione, che è quello di considerare i corpi come infrastrutture». I componenti del coro si passeranno di mano in mano un nastro su cui è scritta una partitura di sillabe fonetiche, che ogni partecipante interpreterà con suoni vocalici estemporanei in base al ruolo che ha all’interno dell’ensemble. Il nastro lega i performer in un atto collettivo, che si eleva e discende in un canto caotico e ipnotico.

Ogni sessione è sempre differente e si forma sul contesto locale che la ospita. Il nastro usato, lungo più di 100 m, è stampato a mano da Neil Evensen, architetto e membro di Musarc. Durante il weekend, l’artista e regista Aga Beaupré osserverà lo svolgersi delle prove e degli eventi, raccogliendo il materiale per la creazione di un’opera, tra documento visivo e immagine in movimento, che si svilupperà in modo parallelo e indipendente. Le tre performance sono a libera partecipazione e gratuite.

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