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Con la seconda tappa a Taranto, continua “Prosumer Road”, il ciclo di incontri organizzato da Eni con le Associazioni dei Consumatori, le Istituzioni e i rappresentanti di Confindustria sui temi dell’energia, della transizione e dell’economia circolare.

L’iniziativa promuove il confronto tra le diverse componenti della società civile e industriale in un’ottica di sostenibilità e integrazione, attraverso incontri organizzati nei siti in cui Eni è presente. L’obiettivo è quello di riflettere sul ruolo del cittadino quale protagonista (“prosumer”) della dimensione energetica, avviando un dialogo sulle soluzioni disponibili e sulle prospettive a breve e medio termine per accelerare il processo di transizione nell’attuale contesto energetico e ambientale e garantendo al contempo la sicurezza nella disponibilità di fonti energetiche accessibili a tutti e a costi competitivi.

La seconda tappa ha aperto le porte della raffineria di Taranto, dove si sono affrontate soluzioni per la mobilità sostenibile, nello specifico co-feeding ed economia circolare, e per la decarbonizzazione dei trasporti. I temi dell’incontro sono stati il contesto energetico, la transizione in atto, il ruolo centrale degli utenti nei consumi energetici virtuosi, le strategie di decarbonizzazione nel settore dei trasporti e la sostenibilità circolare. Al termine dell’incontro si è svolta la visita presso la raffineria di Taranto.

Attraverso questi workshop, Eni vuole raccontare le proprie attività mostrando come queste siano improntate al rispetto per l’ambiente, alla sicurezza e all’economia circolare, coinvolgendo le realtà locali per fornire il proprio contributo alla transizione ecologica.

In attività dal 1967, la raffineria Eni di Taranto ha oggi una capacità di lavorazione autorizzata di circa 6,5 milioni di tonnellate di greggio annue che vengono convertite in prodotti finiti come propano, butano, GPL miscela, benzine, gasoli, jet fuels, oli combustibili e bitumi. Nel corso degli anni è stata oggetto di diversi adeguamenti tecnologici che hanno contribuito a farla diventare il più importante hub di distribuzione di prodotti petroliferi dell’Italia sud-orientale in cui lavorano oltre mille persone tra diretti e indotto.

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