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Si è conclusa con il rinvio a giudizio di Doriana Imbimbo, giornalista pubblicista, ex staffista dell’ex sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, l’indagine condotta dalla locale Procura e scaturita dalla segnalazione di Francesco D’Eri (ex Fratelli d’Italia oggi AT6) secondo cui la Imbimbo sarebbe stata assunta “a chiamata diretta” come addetto stampa con un contratto a tempo determinato, inquadrata al massimo livello funzionale (Cat. D1) presentando però, in autocerficazione, un titolo di studio non riconosciuto dal MIUR.
Dovrà rispondere dei reati di falso e truffa aggravata.
Decadute le accuse (“omissioni in atti d’ufficio”) per due dipendenti comunali che firmarono l’assunzione della staffista (poi dimessasi), Paolo Spano, dirigente della direzione risorse umane, e Marianna Dell’Erba, istruttrice del provvedimento amministrativo.

La teoria del “non poteva non sapere” non vale per il sindaco. Eppure, l’assunzione deriva da un rapporto strettamente fiduciario. Il Comune rappresentato dal sindaco, si costituirà parte civile? Stante il conflitto di interessi ( art. 97 Costituzione e 6bis legge 241/1990), potrebbe e dovrebbe farlo ora il commissario straordinario.

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