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L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, organo principale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, con l’adozione della risoluzione 73/25, intitolata” Giornata internazionale dell’istruzione”, ha sottolineato” la ferma volontà politica di sostenere azioni di trasformazione per un’educazione inclusiva, equa e di qualità per tutti”.

L’educazione, riveste un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile come previsto dall’Agenda 2030.

Gli Stati membri, le organizzazioni non governative, le istituzioni accademiche e la società civile, sono tutte invitate a celebrare ogni anno il 24 gennaio una giornata dedicata all’educazione.

La premessa sembra incoraggiante, ma necessita di riflessione. Spesso le celebrazioni non sono altro che “mode” che passano anche inosservate abbiamo il bisogno di ricordare, sensibilizzare, fare memoria ma non sono operative ed esaustive tale da promuovere un reale cambiamento ed una vera sensibilizzazione.

Occorre invece, un’analisi critica e una relativa programmazione di interventi, come ci invita a fare IL CRC (Gruppo di lavoro per la convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza , in cui rientra l’Anpe,( associazione nazionale pedagogisti).

Il celebrare diventa lo specchio della forma che non si concretizza in sostanza, diventando spesso sterile ed inefficace. E’ necessario sottolineare l’uso improprio dei termini spesso utilizzati come sinonimi. Esempio lampante è l’uso dei termini “ istruzione “ ed “ educazione”, spesso usati erroneamente come sinonimi. Infatti l’educazione è un processo di apprendimento globale, trasformativo e generativo, e di cui l’istruzione fa parte. Quando si parla del mondo dell’educazione, dunque, non si deve guardare solo alla scuola, ma a tutte quelle agenzie formali e non che generano educazione e che si rivolgono a tutto il ciclo di vita del singolo e della collettività.

L’educazione deve essere pensata, analizzata, programmata e valutata, non celebrata. Come Anpe Puglia e Basilicata riteniamo in sintesi che tutto l’agire umano e il sapere, sono basati su azioni educative che l’uomo riceve e mette in atto in tutto l’arco della sua vita (life long learning). La società civile deve necessariamente prendere atto che lo sviluppo e il miglioramento collettivo sono frutto dell’azione educativa congiunta e armonica di tutta la comunità educante. Celebrare quindi diventa un momento di riflessione pedagogica di tutta la comunità sociale su quale UOMO educare per promuovere il futuro.

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