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Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro, indebita percezione del Reddito di Cittadinanza, Emergenza Sanitaria da Covid-19. Le priorità poste al centro dell’azione di prevenzione e contrasto dei Carabinieri del Comando Provinciale e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Taranto anche nel corso dell’ultimo mese sono rimaste incentrate sul contrasto delle violazioni elusive della normativa di contenimento alla diffusione del virus Covid-19, in prima battuta, nonché ai fenomeni di sfruttamento e di sistematica violazione delle norme poste a tutela dei lavoratori, della loro dignità personale e professionale, della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

I risultati conseguiti al termine di mirata pianificazione della vigilanza sotto il coordinamento della Prefettura di Taranto, sono stati di assoluto valore sia in termini di presenza sul territorio, sia in termini di efficacia ispettiva, quale concreta conseguenza della costante e sinergica collaborazione tra il Nucleo Ispettorato del Lavoro e le varie Compagnie Carabinieri della provincia.

Nel corso dei servizi in argomento, sono state rilevate violazioni al “protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, peraltro, anche oggetto di segnalazione alla Prefettura per i provvedimenti di propria competenza. Numerose sono stati anche gli illeciti di carattere penale rilevati e contestati in relazione alle disposizioni normative del Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Complessivamente, quindi, sono stati definiti i controlli avviati nei confronti di 154 aziende e segnalati all’autorità giudiziaria 101 datori di lavoro di cui 14 stranieri non comunitari, per violazioni inerenti la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di valutazione dei rischi e fornitura dei dispositivi di protezione individuale. L’intera attività ha consentito di accertare e comminare sanzioni amministrative e penali per complessivi euro 780.000,00.

Mentre le somme delle quali è stata accertata l’indebita percezione sotto forma di reddito di cittadinanza sono state euro 178.000; in tal senso gli accertamenti si sono conclusi con il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 16 soggetti, rispetto ai quali è stata avviata la procedura di revoca del beneficio. Sono state sospese in via cautelare 28 realtà imprenditoriali per l’occupazione di manodopera in nero e per gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, verificate le posizioni di 320 lavoratori, di cui oltre 250 irregolari o in nero.

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