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“Certo che un pizzico di attenzione in più da parte dell’ormai ex amministrazione comunale di Taranto l’avremmo gradita, proprio nel rione che mostra segni evidenti delle discutibili scelte del passato”. Egidio Andriani, presidente di Federmacellai – CasaImpresa Taranto, commenta l’atmosfera natalizia che si respira ai Tamburi e continua: “Solo una stella cometa: questo è il contributo dato dal Comune in occasione delle festività. Sarebbe stato il caso di illuminare quantomeno strade e piazze principali. Parliamo di un quartiere che al contrario richiede particolare cura, soprattutto per i più piccoli che più di chiunque altro apprezzano i suoni e le luci del Natale. Allo stesso modo, avremmo accolto iniziative a favore dei bambini e nuovi spazi ordinati e colorati, creati ad hoc per rendere ancor più gioioso questo periodo. Come sempre, si mostrano attenti i commercianti della zona che non esitano a metterci del proprio per dare luce e colore alle vetrine, e quindi alle vie.

“A pochi giorni dalla trasmissione televisiva Report, nella quale è stata riportata all’attenzione una indagine sul quoziente intellettivo dei bimbi dei Tamburi, che ovviamente non riteniamo accettabile, ci sentiamo di dire che se davvero si ha a cuore Taranto, e soprattutto il suo rione più danneggiato, è assolutamente indispensabile lasciare il segno, facendo qualcosa di concreto”.

Pino Morei, Librai – CasaImpresa Taranto: “Ritengo certamente discutibile una indagine di questo tipo. Sarebbe invece il caso di leggere questi risultati in altra maniera; andrebbe quindi fatta un’operazione diversa, interrogandosi su cosa si faccia nel quartiere più vicino all’industria, per stimolare l’intelligenza, che è fuori discussione, e le capacità creative dei bambini. Chiaro che le sollecitazioni in questo contesto sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle di altre zone della città, o ancora di più rispetto a realtà cittadine italiane che sono ai primi posti delle classifiche sulla vivibilità. Qui non si è pensato a nessun momento aggregativo per i bambini, almeno in questo momento dell’anno. Ecco perché questa indagine andrebbe semplicemente letta in termini diversi e dovrebbe rappresentare un punto di partenza ed uno spunto di riflessione per la società adulta e soprattutto per chi è chiamato a governare la città”.

“Quanto alle iniziative dei titolari delle diverse attività commerciali – conclude Morei – mi sento di dire che viviamo una fase molto complicata, sulla quale influiscono da una parte le scarse risorse a disposizione e dall’altra una pericolosa forma di rassegnazione in una zona della città in cui problematiche di decoro, igiene e sicurezza sono all’ordine del giorno. Auspichiamo un cambiamento significativo per l’anno che sta per cominciare”.

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