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Aumento della mortalità a Taranto Tamburi. Una interrogazione di Perrini (FDI)

Dichiarazione di Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sanità

“Ho presentato oggi un’interrogazione urgente al presidente Michele Emiliano e l’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco sul drammatico aumento della mortalità in tre quartieri a Nord di Taranto, limitrofi all’area industriale. L’iniziativa è stata dettata dalla presentazione, da parte della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), del Comune di Taranto e dell’Università degli studi di Bari, del primo Studio italiano sulla mortalità, basato su dati statistici comunali, e i cui risultati sono stati poi pubblicati sulla rivista internazionale Environmental Research. Lo Studio ha analizzato, per la prima volta, i dati in tutti i sei quartieri in cui è divisa la città di Taranto: Tamburi-Lido Azzurro, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo, Tre Carrare-Solito; Montegranaro-Salinella e Talsano-Lama San Vito, e l’arco temporale esaminato è l’ultimo ventennio.

I tre quartieri a Nord di Taranto (Tamburi, Paolo VI e Città Vecchia-Borgo), i più vicini all’area industriale, presentano un costante eccesso di mortalità in entrambi i sessi rispetto ad altri quartieri e rispetto ai dati regionali. Inizialmente l’aumento della mortalità interessava solo il quartiere Tamburi, il più vicino allo stabilimento ex Ilva poi Arcelor Mittal, ma poi si è esteso anche agli altri due quartieri menzionati. In particolare, nel periodo compreso tra il 2001 e il 2020 è stato rilevato un eccesso statisticamente significativo di 1020 morti, tra uomini e donne, rispetto ai dati di riferimento regionale. Con un picco del 68 per cento di eccesso di mortalità rilevato nel sesso maschile tra i residenti del quartiere Paolo VI nel 2019” la realtà fotografata”.

“Da qui l’interrogazione a Emiliano e Lopalco per sapere che azioni e interventi l’esecutivo regionale, nei limiti delle proprie competenze, intende mettere in atto per affrontare questo drammatica situazione, certamente collegata all’inquinamento prodotto nell’area industriale, che produce peraltro una disuguaglianza rispetto ai cittadini residenti altrove, in città e nel resto della regione. I numeri rilevati sono indice di una strage, che non possiamo continuare né a ignorare né a minimizzare: per questo è necessaria una mobilitazione vera e propria, per richiamare l’attenzione a livello nazionale, e determinare il coinvolgimento di tutti gli attori, istituzionali e non, per salvare vite umane che non possono essere condannate dall’indifferenza e dalla rassegnazione, dal lavoro usato come strumento di ricatto senza alcun rispetto per la salute”.

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