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PinQua, confermati 30 milioni per Paolo VI e Città Vecchia

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha approvato il decreto con il quale viene sancita la graduatoria definitiva dei progetti PinQua – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.

Per Taranto vengono confermati 30 milioni di euro per i due progetti di Paolo VI e Città Vecchia proposti insieme con Arca Ionica, Regione Puglia, Asset, cittadini e stakeholders che hanno dato il loro contributivo nel processo partecipativo “Filo Comune”, progetti che grazie al partenariato pubblico/privato otterranno un finanziamento complessivo di 40 milioni.

Il primo progetto, “RInaTA Paolo VI” prevede la rigenerazione urbana di tutta l’area a sud del quartiere, con la creazione di un grande parco urbano, orti, canali per la mitigazione del rischio idrogeologico, aree verdi attrezzate, campi sportivi, oltre alla riqualificazione di 96 alloggi ERP e il recupero, a fini sociali, culturali ed economici dell’ex mercato coperto abbandonato e dell’ex scuola Ungaretti.

Il secondo progetto, “Ri-Abitare la Città Vecchia”, rivitalizzerà il comparto di “scaletta Calò”, una porzione dell’Isola oggi inaccessibile, disabitata da più di 40 anni e parzialmente diroccata, recuperando immobili degradati e rifunzionalizzando un palazzo storico di proprietà comunale come casa per studenti universitari. Il progetto prevede anche la ristrutturazione integrale di 3 stecche di case popolari su via Garibaldi e la riqualificazione di tutti gli spazi interni.

«Con l’assegnazione al bando PinQua delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – il commento del sindaco Rinaldo Melucci – abbiamo ulteriore certezza rispetto alla realizzazione dei due interventi che impatteranno notevolmente sulla rigenerazione di Paolo VI e Città Vecchia. Abbiamo anche un orizzonte temporale, ora, il 2026, un anno simbolo entro il quale dovremo completare i progetti e spendere questi fondi, insieme a tante altre misure che ci consentiranno di presentare al pubblico dei Giochi del Mediterraneo una città nuova, moderna, funzionale. Ancora una volta, grazie al contributo dal basso della comunità, abbiamo conferma di quanto pesi la programmazione rispetto alla capacità di attrarre risorse».

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