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A Taranto un convegno sui reperti dei depositi del MarTA

L’Associazione Amici dei Musei di Taranto celebra nel capoluogo jonico la XVIII Giornata Fidam (Federazione Italiana Amici dei Musei) organizzando, in collaborazione con il MarTA e con il patrocinio della Fidam e della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, il convegno “Capolavori dietro le quinte: l’esperienza del Museo Archeologico di Taranto”.

La manifestazione si terrà, alle ore 10.00 di domenica 3 ottobre, in presenza presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare, in piazza Kennedy a Taranto; per partecipare sono obbligatori il possesso del green pass e la prenotazione contattando la segretaria del sodalizio Rosaria Dellorusso al numero 349 4463087.

I lavori del convegno saranno aperti dal saluto e dall’introduzione della prof.ssa Patrizia De Luca, presidente dell’Associazione Amici dei Musei di Taranto, per poi proseguire con la relazione della dott.ssa Eva Degl’Innocenti, direttrice Museo Archeologico di Taranto, su “Tesori dai depositi del MArTA dall’oblio alla pubblica fruizione”; il convegno sarà concluso dal Dottor Lorenzo Mancini, funzionario archeologo, che relazionerà su “Taras incontra Vatl: connessioni mediterranee in mostra al MArTA”.

Il convegno rappresenta una ulteriore occasione per approfondire, in un’ottica democratica ed inclusiva, il dibattito sul patrimonio artistico e sulle nuove strategie di rigenerazione sociale.

Presentando l’evento, infatti, la presidente Patrizia De Luca ha spiegato che «il tema della Giornata Fidam “Capolavori dietro le quinte”, invita a riflettere sulla realtà dei depositi museali, oggi non più considerati semplici luoghi di custodia, ma spazi di studio e di ricerca, presidi attivi di tutela. Il deposito, che nell’immaginario collettivo è un luogo polveroso e inaccessibile, in cui i musei “nascondono” i loro tesori, sta diventando un nodo cruciale della prassi museale che guarda al pubblico in un’ottica interattiva e partecipativa. I milioni di oggetti conservati nei depositi possono divenire una risorsa per coinvolgere i fruitori in esperienze creative ed educative: molti musei americani e del nord Europa, infatti, stanno già sperimentando il “visible storage” o il “open storage”, con risultati straordinari».

In Italia le iniziative sono ancora limitate ed il MArTa ha già avviato da tempo un percorso virtuoso di ricerca, educazione, digitalizzazione e valorizzazione dei depositi del Museo, di cui oltre 33.000 reperti sono in corso di digitalizzazione, conforme alle raccomandazioni di ICOM Italia in merito ai depositi museali, che sarà illustrato in occasione del convegno dalla direttrice Eva Degl’Innocenti.

L’archeologo Lorenzo Mancini parlerà dell’attuale mostra “Taras e Valt” che, con gli allestimenti del MArTA di Taranto e del Museo Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, costituisce una ulteriore occasione per far conoscere al grande pubblico anche alcuni materiali provenienti dai depositi, utili a delineare il gemellaggio tra due città legate dal mare.

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