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Ingressi scaglionati, Calienno (Cisl Scuola): “Non ci trova né può trovarci d’accordo”

Nota di Il Segretario generale CISL Scuola Puglia Roberto Calienno. “Con l’avvicinarsi della ripresa delle lezioni nelle scuole pugliesi, “lo scaglionamento di entrate ed uscite degli alunni nelle scuole, disposto dai prefetti di alcune province della Puglia, non ci trova né può trovarci d’accordo; non è una buona soluzione, non corrisponde alle manifeste volontà del Governo centrale e regionale e neppure a quelle del Ministro dell’Istruzione e dell’Assessore regionale all’istruzione”.

Non lo è perché ignora la “centralità dei ragazzi”; complica, e rende ingestibile, il modello organizzativo delle scuole e ne lede la propria autonomia.
Non lo è perché, con gli orari scaglionati, cospicui gruppi di studenti si troverebbero ad uscire dalle scuole persino alle 5 del pomeriggio, nella fase delicata della loro crescita con stravolgimento degli orari e delle abitudini; e ciò sarebbe un vero disastro per la loro crescita psico-sociale, specie dopo un anno e mezza di didattica a distanza.

Non lo è perché, con detta soluzione, per rendere efficiente la sorveglianza durante il tempo scuola dilatato, occorrerebbe tanto personale Ata in più al punto da rendere insufficienti le risorse al momento destinate al così detto “Organico Covid”.
La soluzione scelta non sembra essere realizzabile dal punto di vista organizzativo: basti pensare ai tanti docenti con cattedra di 24 ore, su 2 o 3 scuole che sarebbero costretti, anche in virtù di una unità oraria di 45/50 minuti, a entrare al mattino in una scuola per terminare il loro servizio giornaliero nel tardo pomeriggio in altra scuola.
Non lo è perché, questa facile soluzione adottata lede, inequivocabilmente l’autonomia scolastica cui spetta, compete la scelta del più idoneo modello scolastico da adottare, nel rispetto degli Organi collegiali, per garantire la qualità dell’istruzione, della formazione dei nostri giovani.

E, allora, la Cisl Scuola Puglia – perfettamente consapevole della criticità derivante dalla pandemia che dal 2020 ha colpito il mondo, della responsabilità che ad ognuno, per il proprio ruolo, spetta; chiede se non sia questo il caso di confrontarsi per apportare il proprio contributo sulla conoscenza – fatta di una quotidianità vissuta nella scuola – di ciò che è una scuola, di quale sia la sua vita, la sua complessità; e, nel giusto valore che ad essa spetta – e viene ad ogni formazione di Governo richiamato –, non si ricorra semplicisticamente, e gravemente, ad adottare disposizioni da calare dall’alto sulla comunità educante.”

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