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Prefetti e trasporti: difficile applicare la proposta di ANP sui bus dedicati agli studenti

Rimaniamo spiacevolmente sorpresi da un paio di reazioni negative manifestatesi a seguito della proposta di potenziare il sistema di trasporto degli studenti delle superiori mediante il ricorso a bus dedicati esclusivamente a loro, da noi avanzata due giorni fa.

La sorpresa non è, si badi bene, relativa al fatto che – su questo punto, come su altri – ci possano essere opinioni diverse dalle nostre: ci mancherebbe altro. Bensì essa riguarda la provenienza delle reazioni e le argomentazioni usate a sostegno.

La Prefetta di Bari, Dott.ssa Bellomo, stando ad una sua dichiarazione riportata oggi dal Corriere del Mezzogiorno[RR1] – Puglia, dice che la proposta di dedicare bus riservati agli studenti per il trasporto extraurbano sarebbe “di complicata attuazione … e significherebbe la modifica del sistema di trasporto pubblico”.

C’è di che saltare sulla sedia, al solo ricordare che una legge nazionale di pochi giorni fa (quella che ha convertito il cosiddetto decreto “Sostegno-bis”) dispone espressamente che si possa “ricorrere a operatori economici esercenti il servizio di trasporto di passeggeri su strada” per “erogare servizi aggiuntivi destinati esclusivamente agli studenti della scuola secondaria di primo o di secondo grado” (art. 51, commi 2 e 3, del Decreto-legge. n. 73/2021). Ossia proprio ciò che abbiamo sostenuto a buona e documentata ragione, in linea con quanto da tempo – al Governo così come al Parlamento – si dibatte e si decide in tema di trasporti ai tempi del COVID.

Sorprende quindi che un’autorevole funzionaria governativa quale è la Prefetta, asserendo presunte difficoltà e ipotetiche (o forse, ideologiche?) preoccupazioni di snaturamento del sistema pubblico a favore del privato, si ponga come potenziale ostacolo rispetto all’attuazione di norme decise dallo stesso Governo e ratificate dal Parlamento con amplissima maggioranza.

Che ci siano difficoltà in ogni campo e aspetto di questa disgraziata pandemia, nessuno lo nega, ma ci viene detto ogni giorno che le si deve superare, con la volontà e con l’impegno. E con l’esempio.

Cosa che non può essere richiesta, però, soltanto alle scuole ed ai loro dirigenti.

Ci siamo poi presi, stando sempre allo stesso giornale di oggi, una solenne bacchettata dal presidente di ASSTRA Puglia e Basilicata (l’associazione delle aziende di trasporto pubblico delle due regioni), Dott. Matteo Colamussi, il quale vede dietro alla nostra proposta ciò che lui considera il nostro inveterato vizio, ossia quello per cui “la scuola nasconde ancora una volta il vero problema. E cioè che non vuole cambiare abitudini”, riferendosi ovviamente allo scaglionamento degli ingressi, che la proposta stessa tende a scongiurare: cosa che, si badi bene, va nel precipuo interesse degli alunni e delle loro famiglie.

Risparmiamo al Dott. Colamussi i commenti che già ci sembra di udire da parte dei dirigenti delle scuole, costretti da più di un anno a cambiare, praticamente ogni settimana e spesso di sabato sera, orari e organizzazione dei loro istituti.

La bacchettata poi, invece di far male, diventa un piacevole ed esilarante solletico quando il Dott. Colamussi conclude il suo giudizio negativo sulla nostra proposta asserendo che “il trasporto pubblico scolastico non è un servizio a domanda”. Scopriamo infatti oggi che ci siamo persi, colpa nostra che non lo abbiamo conosciuto prima, un formidabile alleato nella nostra battaglia contro i servizi scolastici à la carte (ricordate la didattica online a scelta delle famiglie?) istituiti e mantenuti durante tutto l’anno scolastico che si è appena concluso dalle ordinanze del governatore Emiliano, che speriamo non vengano più riproposte.

Per concludere: confidiamo nel fatto che il mondo dei trasporti non si esaurisca con l’ASSTRA ed il suo presidente. Così come pure le province ed i relativi prefetti: se non c’è feeling con quella di Bari (o magari ci sarà, non è detto, se vorrà discutere con noi, siamo qui), ci sono pur sempre le altre cinque prefetture. La Puglia è lunga.

E poi, ci dice Bertolt Brecht, ci sarà pure un giudice a Berlino … (leggasi: un Governo a Roma).

Lo scrive Roberto Romito – Presidente regionale ANP Puglia

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