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Ance Taranto su STOP alla Regionale 8

“Con lo stop del Comitato VIA alla Regionale 8 dello scorso 11 giugno, si scrive una ulteriore pagina nera nella storia di un’opera che a tutti piace considerare strategica ma che a distanza di anni non riesce ancora a trovare unanime consenso e la giusta quadratura.

Solo qualche mese fa siamo intervenuti, dopo le parole non certo beneauguranti dell’Assessore regionale ai Trasporti, esprimendo amarezza e preoccupazione per una burocrazia che, introducendo ogni volta nuovi ostacoli ed impedimenti, continuava a farsi gioco del territorio e delle sue aspettative.
Ormai siamo alla farsa, e lo schema si ripete immutato. Si sostiene a tutti i livelli la strategicità dell’opera, la sua fondamentale rilevanza per rilanciare in termini di sviluppo alternativo le sorti del territorio, ma nei fatti si impongono riprogrammazioni, continui stop and go progettuali, addirittura ne si mette in discussione la sua stessa utilità.

E tutto questo proprio quando il paese vara con il PNRR ed il DL 71/2021 un imponente progetto di trasformazione e di rilancio degli investimenti che rompe nettamente con il passato, introducendo semplificazioni nette nella filiera decisionale ed affermando il dovere di tutti di rinunciare a prerogative inutili in favore degli interessi di tutta la comunità a fare le opere di cui si ha bisogno.

Non conosciamo in dettaglio la documentazione tecnica, ma fa specie leggere applicate ad una infrastruttura pubblica, una strada, categorie del pensiero come consumo di suolo, sottrazione di habitat, impatto sulla biodiversità. Come se si trattasse di un progetto predatorio, una di quelle maxi lottizzazioni a base di cemento di cui nessuno sente ormai la mancanza, e non di un’opera pubblica dichiarata prioritaria e di interesse strategico.
Ma il problema sembra andare ben oltre le prescrizioni progettuali. Come si fa ad inserire un’opera nella pianificazione strategica ed attuativa regionale e poi, a distanza di anni e dopo un abbondante iter di programmazione e progettazione già svolto, dire che forse si tratta di un’opera non proprio necessaria, che quindi non vale la pena spenderci soldi pubblici, che forse è meglio scegliere un semplice adeguamento della rete stradale esistente ?

Viene da chiedersi se possiamo ancora permetterci un corto circuito come questo, o se invece bisogna al più presto costruire percorsi decisionali nei quali se si programma di fare un’opera non la si mette più in discussione, nei quali ci si esprime una sola volta, si acquisiscono pareri ed autorizzazioni con celerità e certezza giuridica, e poi si procede senza più tornare indietro.

La crisi pandemica sta cambiando tutto, anche gli approcci al governo delle cose pubbliche ed i processi decisionali. Non è più il tempo della burocrazia che non decide e che si rimpalla da un livello all’altro le responsabilità.

Avevamo fatto a marzo un appello alla coesione ed alla collaborazione istituzionale, ora è il caso che qualcuno si prenda la responsabilità di dire ad un territorio ed alla sua comunità come stanno le cose, se si va avanti o no e con quali tempi. Come ANCE chiameremo a raccolta gli attori coinvolti, serve agire subito e capire come rimettere sui giusti binari l’opera”, conclude
Fabio De Bartolomeo, Presidente ANCE Taranto.

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