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Giornata mondiale del Colore, appuntamento il 6 maggio con il bibliobus

Piccolo blu e piccolo giallo adorano giocare insieme. Ma quando si abbracciano diventano verdi e i loro genitori non li riconoscono più. Come far loro capire che sono sempre gli stessi? Ancora una volta basterà un abbraccio per sciogliere i pregiudizi e comprendere quanto importante sia mescolarsi, imparare, cambiare l’uno a contatto con l’altro, per creare una nuova entità, più forte e più complessa. Da molti anni un classico della letteratura dell’infanzia che racconta la magia, indispensabile per crescere, dell’integrazione con chi è diverso da noi.

Creato con la tecnica del collage, usando delle macchie colorate disposte sulle pagine in modo da creare personaggi che si muovono ed entrano in relazione tra di loro, la genialità di questo albo illustrato, oltre al racconto universale di un’amicizia travolgente che fa vacillare i preconcetti, risiede nella modalità espressiva a cui ricorre: le immagini diventano elemento narrativo centrale, componenti essenziali per la comprensione e lo svolgimento della storia. Invece, le parole scelte dall’artista Leo Lionni (1910-1999), artista poliedrico che ha sperimentato le più diverse forme espressive, fanno da pura guida alle illustrazioni: è sufficiente leggere le immagini per entrare nel vivo della vicenda.

Uscito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1959, “Piccolo blu e piccolo giallo” arriva in Italia nel 1967 su impulso della Emme Edizioni fondata a Milano da Rosellina Archinto Marconi (dal 1999 è pubblicato dalla casa editrice Babalibri). Nel 2001, come “miglior libro mai premiato”, riceve il premio Andersen “per aver cambiato il modo di concepire e realizzare l’albo illustrato per l’infanzia, per l’intatto fascino, per l’incanto della poesia delle sue pagine, per la straordinaria attualità del suo messaggio”. E, a oltre sessant’anni dalla prima edizione, continua a lasciare incantati ed entusiasti i piccoli lettori.

Realizzate dal Crest, le attività di promozione della lettura sono parte del progetto “Dall’Io al Noi: un equilibrio tra la cura dello spazio e delle relazioni” (meglio conosciuto sui social come Basequa, acronimo di Biblioteca Attivismo Svago Ecologia QUArtiere) promosso dalla Biblioteca comunale “Pietro Acclavio”, con il sostegno del MiBACT. Altri partner per lo svolgimento delle variegate attività del progetto sono CSV Taranto, Kyma Mobilità, Ciurma e gruppo Plasticaqquà, con Comune di Taranto (soggetto capofila).

 

(foto Crest)

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