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Parrucchieri, estetiste e tatuatori proclamano lo stato di agitazione

Riapertura delle attività nel rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dalle normative vigenti, immediati strumenti di sostegno al reddito e alla ripartenza delle imprese e controlli serrati sull’abusivismo. Sono le richieste urgenti della categoria Estetica e acconciatura di Casartigiani sottoposte all’attenzione del Prefetto di Taranto Demetrio Martino.
Parrucchieri, estetiste e tatuatori, considerato il protrarsi delle restrizioni anti-covid, fortemente penalizzanti per il comparto, proclamano lo stato di agitazione e chiedono alle autorità competenti un intervento urgente.

«Avremmo voluto evitare. Abbiamo sempre preferito il dialogo alle azioni forti ma ad un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ancora nulla è cambiato. – parla così Ivano Mignogna in rappresentanza della categoria – Le nostre proposte sono rimaste inascoltate, non ci resta che alzare la voce. Sono in ballo gli interessi della categoria ed è importante sensibilizzare l’opinione pubblica su quel che sta accadendo».

“Non siamo untori” è lo slogan scelto da Casartigiani per ribadire ancora una volta che il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è fin da subito dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire le attività nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.
Non è un caso che in questi mesi, saloni di parrucchieri e centri estetici non abbiano rappresentato fonte di contagio proprio in virtù delle modalità organizzative che hanno adottato lavorando su appuntamento e non generando assembramenti.

Nei giorni scorsi Casartigiani, unitamente a Cna e Confartigianato ha quindi lanciato una petizione, che in pochi giorni ha già raggiunto 50mila firme, chiedendo al Governo segnali immediati di attenzione permettendo ai saloni di acconciatura e ai centri estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa per arrestare il dilagare dell’abusivismo. La sospensione delle attività del settore benessere oltre a creare un danno economico insostenibile, sta infatti incentivando il lavoro a domicilio da parte di soggetti che non possiedono i requisiti professionali e non rispettano le norme di sicurezza per poter svolgere l’attività né tantomeno i protocolli anti Covid adottati dal Governo, contribuendo in tal modo alla diffusione del virus.
«Non possiamo più accettarlo. Le imprese sono in difficoltà e non riusciranno a resistere ancora per molto. – riferisce il segretario provinciale Stefano Castronuovo – La prolungata crisi sta portando i titolari d’impresa e le proprie famiglie a ristrettezze economiche tali da non poter soddisfare i propri bisogni primari. Il Decreto sostegni, si è rivelato uno strumento poco utile al sostentamento delle imprese artigiane. Procrastinare ancora la chiusura dei saloni e centri estetici rappresenterebbe una condanna a morte. Per questo motivo, chiediamo la riapertura in sicurezza delle attività, immediati ristori per tutte le aziende che a causa delle chiusure forzate, hanno subito un drastico calo del fatturato e la sospensione dei tributi comunali per non gravare ulteriormente sulle tasche dei nostri imprenditori».

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