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Aziende di Confindustria e amministrazione Melucci puntano sull’alta tecnologia per l’idrogeno

Incontro in videoconferenza tra il sindaco Rinaldo Melucci, la presidente della sezione Chimica, Energia e Ambiente di Confindustria Stefania Fornaro e una delegazione di aziende associate.

Il primo cittadino ha accolto con favore la volontà espressa dalla rappresentanza confindustriale di collaborare con l’amministrazione alla transizione economica, ecologica ed energetica che la città sta affrontando, mettendo a disposizione idee, progetti e il proprio know how con particolare riguardo alla sperimentazione delle tecnologie per produrre idrogeno nel territorio tarantino.

«È impensabile che il territorio possa immaginare il proprio futuro senza tenere conto dei contributi di tutti i player – le parole del sindaco Melucci –. In un territorio dove le ingiurie alla matrice ambientale sono così pesanti, poi, le indicazioni che arrivano da aziende e professionisti di questo settore sono ancora più preziose. Le risorse del Next Generation EU potrebbero essere investite anche nel progetto di un centro di alta tecnologia per la produzione dell’idrogeno e con le aziende di Confindustria guardiamo proprio a una collaborazione in quella direzione».

Elemento sul quale si svilupperà la collaborazione è la presenza dell’amministrazione Melucci, già da due anni, nel “DIPAR – Distretto Produttivo dell’Ambiente e del Riutilizzo”, organismo incardinato in Confindustria attraverso il quale l’ente comunale lavorerà alla sua certificazione ambientale e a quella delle società partecipate del gruppo Kyma.

Sono stati già programmati degli incontri, inoltre, sui temi delle bonifiche e delle energie alternative, che si terranno nei prossimi giorni con la direzione Ambiente e con l’assessore Paolo Castronovi, presente all’incontro insieme alla collega Annalisa Adamo.

«La volontà espressa da queste imprese – le parole di Castronovi – è un’opportunità da cogliere alla luce degli obiettivi previsti dal piano di transizione “Ecosistema Taranto”. Si tratta di traguardi che devono vederci insieme, pubblico e privato, affinché la svolta globale rappresentata dei 17 goals dell’Agenda 2030 dell’Onu sia un patrimonio condiviso».

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