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Dopo quasi due settimane di protesta Mary Scalone torna a casa dalla sua famiglia. L’estetista di Mottola si è incatenata al suo negozio, e lì è rimasta giorno e notte, in segno di protesta per la chiusura delle attività decisa dal Governo e legata all’emergenza sanitaria del Covid. Determinante è stata l’opera di mediazione portata avanti di concerto da CasaImpresa e dal Comune di Mottola, che hanno convinto la donna ad interrompere l’estenuante manifestazione e ad intraprendere un percorso che possa davvero richiamare l’attenzione del Governo.

Proprio dalla forte protesta di Mary Scalone, che incarna il sentire della sua categoria e di tutti i titolari delle attività ora chiuse, parte CasaImpresa per siglare un accordo col Comune di Mottola, che intende coinvolgere tutti gli imprenditori del territorio e avviare una riflessione sugli strumenti da mettere in campo per ripartire. Da qui la decisione di aprire un tavolo per supportare le imprese. Va individuato il modo per consentire alle imprese stesse di recuperare l’equilibrio, anche attraverso un’ efficace operazione di marketing territoriale. In questo i Comuni e la Regione sono chiamati a fare la propria parte, dal momento che è evidente che le risorse messe a disposizione dallo Stato sono insufficienti a garantire un vero e proprio sostegno per chi è in affanno, e tantomeno a programmare la ripartenza. La formula adottata col comune di Mottola inoltre verrà riproposta su altri territori; in essere già contatti con Castellaneta, Ginosa e Laterza.
Secondo step quello che porterà a chiedere la partecipazione della Regione affinché possa aiutare a realizzare questi obiettivi. Nei prossimi giorni CasaImpresa contatterà i Consiglieri regionali jonici.

Francesca Intermite, Presidente CasaImpresa Taranto. “In chiave positiva, gli imprenditori hanno sempre vissuto la crisi come opportunità di cambiamento, ma l’ultimo doloroso e difficile anno, ha messo a dura prova la loro visione: il diritto al lavoro è stato negato quale necessario sacrificio in cambio della superiore difesa della salute, la voglia di ripartire e riaprire è una necessità cui fornire risposte e supporto, ora che ad essere compromessa è la salute delle imprese e dell’economia. Per questo CasaImpresa chiede un percorso condiviso con le amministrazioni locali per mettere in campo strategie che consentano le aperture, nel rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza. Riaprire in sicurezza si può e si deve”.

Luigi Traetta, Vice Presidente CasaImpresa Taranto.“Crediamo nella possibilità di seguire un itinerario diverso, pur salvaguardando la sicurezza. Possibile riaprire seguendo rigorosamente i protocolli, ai quali tra l’altro, come Mary Scalone, i titolari delle attività più disparate si sono adeguati, investendo risorse, che hanno un peso non irrilevante soprattutto se rapportate al momento. Avviamo quindi questa nuova esperienza, nella consapevolezza del fatto che il problema non riguarda solo gli imprenditori: la vita delle imprese è la vita delle città. Importante anche osservare quanto siano cresciuti i numeri per quel che riguarda il turismo: soprattutto balneare per i Comuni rivieraschi, legato ad altre bellezze nell’hinterland con tutto un proliferare di agriturismi e b&b. Un’altra fetta considerevole di economia che va assolutamente preservata e che chiaramente alimenta l’industria dell’accoglienza come le attività commerciali.
Con questo spirito, in un nuovo percorso, confermiamo quella che è la mission di Casaimpresa, che punta sulla squadra e sulla condivisione, per la risoluzione dei problemi”.

Giampiero Barulli, Sindaco di Mottola.“Abbiamo sin da subito compreso e condiviso lo stato d’animo e la protesta messa in piedi nei scorsi giorni, portando la nostra solidarietà non solo all’estetista che ha manifestato, ma a tutti coloro che vivono momenti estremamente complicati. Iniziamo con un confronto nel contesto locale, per poi chiedere una task force alla Regione. Le piccole e medie imprese rappresentano la linfa vitale qui al Sud ed è per questo che è assolutamente indispensabile attivarsi, tutti insieme, privato e pubblico, per salvare il tessuto imprenditoriale locale. Già viviamo la triste esperienza rappresentata dalla chiusura di stabilimenti da parte di grandi gruppi imprenditoriali del Nord. Qui a Mottola in particolare siamo alle prese con la vertenza dei circa 120 dipendenti di Albini. Non possiamo assolutamente permetterci di aggiungere ulteriori, dolorose perdite in termini di economia e posto di lavoro”.

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