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Confindustria Taranto: dall’Anfiteatro alla via Appia, ok al recupero del passato

Una nuova vision della città, che riparta dagli splendori del passato per rilanciare un presente desideroso di valorizzazione: è su questo aspetto, mai troppo approfondito, che si fonda una delle possibili vie di riscatto di Taranto, del suo cambiamento e del suo rilancio.
Da questo assunto partono le valutazioni di Confindustria Taranto rispetto all’idea, da tempo portata avanti da associazioni, esperti e rappresentanti istituzionali, di riportare alla luce i resti dell’antico anfiteatro romano presenti nel sottosuolo in corrispondenza, in gran parte, dell’attuale ex mercato coperto, ora destinato a parcheggio auto. Un’operazione poderosa e degna di attenzione che convoglia entusiasmi e idee di possibile realizzazione, alcune sulla falsa riga di città con storie analoghe, altre decisamente più visionarie e tecnologicamente avanzate.

Si tratta, in tutti i casi, di un dibattito che ben si inquadra in un progetto di rilancio più complessivo del “brand” della città, meritevole di un restyling consono alle sue bellezze storiche e architettoniche e degna di un rilancio che passi anche da operazioni di ampio respiro come quella di cui si dibatte.

Ad ulteriore conferma di una storia importante che sembra voler prepotentemente tornare alla luce, recentissimo è il ritrovamento di un vasto insediamento romano del II-III secolo dopo Cristo, appartenuto -sembrerebbe – a un importante proprietario terriero, in prossimità della Statale 7, sulla via Appia. L’ennesimo reperto che viene alla luce grazie agli scavi della Sovrintendenza in un’area adiacente a quella dove sorgerà il nuovo ospedale San Cataldo, e di cui si è fatta carico la Asl di Taranto al fine di poterne fare un’area di interesse archeologico con una ipotetica fruizione integrata al nuovo ospedale.

Passare dal dibattito all’idea e quindi alla progettualità, tuttavia, è tutt’altro che semplice, in questo come in altri casi ma con implicazioni ancor più ampie e tutt’altro che trascurabili.
Bene ha fatto, pertanto, la Asl di Taranto a farsi carico di un tassello importante di un più complesso e articolato (come si spera) progetto di recupero. E bene il Comune di Taranto, attraverso l’assessore Occhinegro, ad intervenire, fra gli altri stakeholders, nel dibattito sul recupero dell’anfiteatro, ipotizzando di poter far rientrare un apposito progetto nel nuovo “piano di archeologia urbana” già portato avanti dalla locale amministrazione e da finanziare all’interno del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

Accanto a questo, dovrà viaggiare contestualmente un progetto di marketing capace di convogliare attenzioni a 360°, da quelle meramente culturali (quindi archeologiche, architettoniche, urbanistiche, storiche) ad altre di carattere più promozionale e turistico.
Confindustria seguirà in ogni caso da vicino questa percorso progettuale, rendendosi disponibile, all’occorrenza, per poterne diventare parte attiva in uno scenario più ampio di “ridisegno” dell’archeologia urbana e quindi di rilancio del sistema Taranto nella sua interezza.

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