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Sequestro beni per circa 2,2 mln a 5 imprese per responsabilità amministrativa degli enti

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, per un totale di 2 milioni e 126 mila euro, nei confronti di 5 imprese operanti sul territorio regionale, per responsabilità amministrativa degli Enti D.Lgs 231/01.

Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Taranto – dott.ssa Rita Romano, su ordine di esecuzione del Sostituto Procuratore della Repubblica dott.ssa Marzia Castiglia, costituisce l’atto conclusivo dell’operazione, condotta dal Nucleo PEF, denominata “GYPSY FUEL”, diretta al contrasto di illeciti nella commercializzazione di prodotti energetici soggetti ad accise.

Al termine delle indagini è stata individuata un’associazione per delinquere dedita alla commercializzazione di gasolio agricolo, destinato ad usi diversi da quelli consentiti, per circa 4 milioni di litri, con un’evasione di accise per 1 milione e 869 mila euro, 725 mila euro di Iva, nonché proventi derivanti da attività illecita per oltre 4 milioni di euro.
Nel mese di giugno 2020, in presenza del forte quadro probatorio acquisito e della reiterazione dei reati, l’A.G. di Taranto ha disposto l’esecuzione di misure cautelari di tipo personale e reale nei confronti di 14 indagati, 2 dei quali in carcere, 11 ai domiciliari ed 1 con obbligo di dimora nonché il sequestro preventivo delle somme corrispondenti al profitto del reato per 6,7 milioni di euro e il sequestro di 12 autobotti quali mezzi per l’esecuzione dei reati.

I reati contestati sono quelli di cui agli artt. 416 c.p. (associazione per delinquere), 640, co 2 c.p. (truffa aggravata), 40, comma 1, lett. c) e 4, 49 D.Lgs. 504/1995 (Sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli oli minerali), art. 482 c.p (falsità materiale), 8 del D.Lgs. 74/2000 (emissione di fatture per operazioni inesistenti).

A seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, la Procura valutati i presupposti per l’applicazione delle sanzioni nei confronti delle persone giuridiche, ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Taranto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili ed immobili costituenti l’illecito profitto tratto dal reato a vantaggio delle 5 società coinvolte nel disegno associativo, quantificabili in 2 milioni e 126 mila euro.
La misura ablativa è stata eseguita in data odierna. I beni saranno immessi nella disponibilità di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

Continua dunque, anche nella contingente e difficile fase pandemica, l’attività delle Fiamme Gialle tarantine a contrasto dell’evasione fiscale per riaffermare, anche con il ricorso a strumenti incisivi quale i sequestri preventivi, l’importanza della osservanza delle regole poste a presidio dell’equità fiscale e della concorrenza leale tra imprese.

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