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I dati della pandemia nel rapporto Covid-19 illustrato in un incontro tra ASL Taranto e sindacati

Si è tenuto stamane un incontro tra la ASL Taranto e i rappresentanti delle sigle sindacali. Erano presenti le Organizzazioni Sindacali Confederali CGIL CISL UIL, le Federazioni di Categoria delle Funzioni Pubbliche e dei Pensionati e la direzione strategica della ASL ionica. Durante l’incontro, sono stati trattati argomenti specifici riguardanti i dati relativi alla pandemia da Covid 19 nella provincia di Taranto e le situazioni relative alla somministrazione dei vaccini, alla valutazione delle liste di attesa per le prestazioni specialistiche, con la programmazione degli interventi di recupero, alle condizioni sanitarie in cui versano le RSA.

L’incontro è stato positivo, collaborativo e proficuo ed è stata la prima di una serie di iniziative che si prefiggono di dare il massimo della trasparenza alle diverse azioni messe in campo, performandole alle diverse esigenze che si prospetteranno di volta in volta, attraverso un’azione sinergica tra istituzioni e parti sociali. Nei prossimi giorni si terranno altri incontri tesi ad effettuare un ulteriore approfondimento sull’evoluzione del piano vaccinale e sulla condizione complessiva del sistema sanitario ionico in comparazione con le esigenze della comunità.

La Struttura Complessa di Statistica ed Epidemiologia della ASL di Taranto, che svolge attività di studio, ricerca e sorveglianza epidemiologica, ha elaborato un rapporto statistico sui casi di Covid-19 registrati in provincia di Taranto al 31 gennaio 2021, sulla base dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità, della Protezione Civile e del Bollettino Epidemiologico della Regione Puglia.

Nel rapporto, redatto in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, vengono illustrati i dati relativi ai casi di positività da Covid-19 e il numero dei decessi nella provincia di Taranto a partire da febbraio 2020 e fino al 31 gennaio 2021, mettendo a confronto la prima fase della pandemia (da febbraio a luglio 2020) con la seconda (da agosto 2020 a gennaio 2021).

Certamente nella Provincia di Taranto i dati indicano un aumento dei casi di positività rispetto alla prima fase pandemica, con un tasso di casi per 100.000 ab. che pone la provincia di Taranto in linea con la media delle altre province pugliesi, anche per quanto riguarda il tasso di mortalità e la percentuale di letalità del virus.

Analizzando lo stato clinico dei positivi, si evince che le percentuali relative alla provincia ionica sono quasi perfettamente sovrapponibili con quelle regionali, con una percentuale maggiore di asintomatici e pauci-sintomatici rispetto ai casi che presentano uno stato clinico severo o critico.

Un dato da evidenziare riguarda la distribuzione per sesso che, se nella prima fase faceva registrare tra i contagiati una prevalenza degli uomini sulle donne (54,8% contro 45,2%), nella seconda fase evidenzia un’inversione di rotta, con una prevalenza delle donne sugli uomini (52,9% contro 47,1%).

Il confronto della distribuzione dei casi positivi per età, indica un abbassamento dell’età mediana che passa dai 57 anni della prima fase ai 48 anni della seconda fase.

Si tratta di un dato che, nonostante sia in linea con la media nazionale e regionale, non va sottovalutato, soprattutto dal punto di vista della prevenzione, che deve riguardare tutta la popolazione, in quanto nessuna fascia può considerarsi esente dal contagio.

La parte finale del rapporto analizza i dati relativi all’aumento dei contagi che ha interessato l’intera regione sino alla data del 21 febbraio 2021, evidenziando che il tasso del numero dei casi confermati ogni 10.000 ab. colloca la provincia di Taranto sotto le province di Foggia, Bari e Bat e prima della Province di Brindisi e Lecce, che presentano il minor numero di casi.

Per quanto concerne la presenza della variante inglese SARS-Cov-2 nel territorio pugliese, è attualmente in corso l’elaborazione dei dati relativi ad una terza rilevazione, che con una maggiore precisione campionaria potrà indicare più correttamente la percentuale di presenza nelle diverse province.

Infine, il rapporto indica i dati della campagna vaccinale anti Covid al 21 febbraio 2021, dai quali emerge il lavoro efficace e costante eseguito sino ad ora per la somministrazione delle dosi di vaccino rientranti nella prima fase della campagna (professionisti sanitari, personale sanitario e socio sanitario di presidi e servizi territoriali, ospiti e operatori delle strutture residenziali per anziani).

A tal proposito, risulta interessante evidenziare come, durante la pandemia, le 40 strutture socio sanitarie (RSA e Centri diurni) distribuite sull’intero territorio della provincia ionica, abbiano intrapreso piani di gestione personalizzati, in collaborazione con la ASL Taranto, per contenere la diffusione del contagio, i quali, nella maggior parte dei casi, hanno permesso di superare le criticità. Al momento, anche grazie alla somministrazione del vaccino anti Covid, non si registrano criticità tra i circa 1300 ospiti presenti. Soltanto alcuni ospiti di cinque strutture socio sanitarie risultano ancora positivi al Covid, le altre strutture sono Covid free.

Tutte le strutture socio sanitarie sono costantemente monitorate con personale della ASL Taranto per scongiurare ulteriori contagi.

All’impegno profuso dalle varie strutture nella gestione della pandemia, si unisce quello dell’ASL nell’aver rispettato gli impegni di spesa contenuti nel Piano Operativo Regionale del 2015.

La pandemia ha influenzato anche le attività assistenziali, come, ad esempio, le prestazioni sanitarie. I dati ad esse relativi, sono stati analizzati dall’Unità Operativa Gestione Liste d’Attesa e Cup, che ha preso in considerazione la gestione delle prestazioni sanitarie e le misure adottate durante la pandemia.

Dopo una prima fase di blocco delle prestazioni, queste sono state pian piano riattivate, dando la precedenza alle prenotazioni con codici di priorità U (urgenti – entro 72 ore) e B (breve – entro 10 giorni), seguite poi dagli altri codici di priorità D (differibili – entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti specialistici) e P (programmabili – entro 120 giorni).

Per rispondere tempestivamente alle richieste di prestazioni ambulatoriali, screening e di ricovero ospedaliero non erogate durante l’emergenza epidemiologica e ridurre le liste d’attesa, sono state predisposte varie misure, tra cui il Piano Aziendale Recupero Liste d’Attesa, l’apertura di agende programmate, attivazione del PAGO PA, potenziamento del Call center, implementazione di tutte le agende all’interno del Portale della Salute e il Progetto C.Or.O. 4.00 follow up. Quest’ultimo, in particolare, prevedendo un piano di ripartizione omogeneo delle prestazioni sanitarie presso Strutture Sanitarie Private Accreditate, ha reso possibile una risposta concreta alle esigenze dei cittadini affetti da malattia oncologica, ponendoli al centro della programmazione degli interventi sanitari attraverso una puntuale valutazione dei bisogni di salute.

L’unità Gestione Liste d’Attesa e Cup è attualmente impegnata, in collaborazione sinergica con il Dipartimento di Prevenzione e i Distretti socio sanitari, nella gestione della campagna vaccinale degli over 80, attraverso la prenotazione del vaccino anti Covid.

Attualmente è in corso la seconda fase della campagna di vaccinazione, ma la strada per vaccinare l’intera popolazione è ancora lunga. Per questa ragione è necessario continuare a seguire le ben note norme anti Covid per arginare la diffusione del contagio, ovvero l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale, il mantenimento del distanziamento sociale e l’igienizzazione costante.

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