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Contramianto: “Processo ILVA ultimo atto e si continua a morire”

“Oggi Contramianto presenterà le conclusioni di parte civile nel processo ILVA Ambiente Svenduto ribadendo nell’aula bunker di Paolo VI quanto già chiesto nell’atto di costituzione nel quale erano state ampiamente motivate le responsabilità dei 47 imputati, tre società e 44 persone, ex dirigenti del siderurgico tarantino, politici, imprenditori e funzionari della Regione Puglia. La decisione di Contramianto e altri rischi onlus di costituirsi parte civile è stata presentata in continuità con il percorso intrapreso dall’associazione nell’ambito delle fondamentali tutele della popolazione e dei lavoratori per il diritto alla salute ed un ambiente sano ed ecosostenibile una questione che, a quasi sessantanni dall’insediamento del siderurgico sul nostro territorio, appare compromessa per livelli di inquinamento ed eccessi di mortalità e morbilità.

Intanto a Taranto si continua a morire ed ammalarsi, cittadini e lavoratori già condannati senza processo ad anni di sofferenza, vittime che riempiono la Rete di Supporto Sociale di Contramianto nella quale vengono annotati i casi di malattia anche dell’ILVA, uno specchio di quella che è certamente la ben più ampia moltitudine delle migliaia di nostri concittadini ammalati e deceduti per esposizione a cancerogeni ed inquinanti. Degli ultimi dodici casi registrati da Contramianto quattro sono mesotelioma pleurico, di cui uno associato a cancro vescicale, quattro cancro polmonare, di cui uno associato ad asbestosi, una leucemia, un cancro esofago e stomaco, due tumori cerebrali. Le storie delle vittime raccontano di un ambiente industriale dove i rischi per la salute erano quotidiani, dai solventi industriali, all’amianto, a diossina e fumi tossici e sostanze pericolose con effetti cancerogeni moltiplicativi.

Le parole di chi chiede giustizia confermano che in fabbrica gli aspiratori non funzionavano o si intasavano per le polveri, dei rotoli di corde e pannelli di amianto che venivano tagliati , delle fibre di asbesto disperso nella fusione e della carenza di informazione e formazione dai rischi per la salute. Questioni aperte e determinate dai possibili effetti anche a lungo termine di cancerogeni e sostanze tossico/nocive. I reati contestati nel corso del processo e su cui dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi la Corte di Assise di Taranto e che sono stati affrontati nelle udienze attengono a presunti danni ambientali e alla salute delle popolazione, dentro la fabbrica e fuori la fabbrica. Una situazione su cui riflettere e che avrebbe determinato anche presunti illeciti di cui si sarebbero resi colpevoli gli imputati. Ora dopo la lunga fase processuale e gli interventi di accusa, parti civili e difesa la Corte dovrà decidere sulle possibili condanne degli imputati chiarendo quale sia stato il ruolo del Siderurgico sui danni sanitari ed ambientali del territorio jonico.”

Lo scrive Luciano Carleo, Presidente Contramianto e altri rischi Onlus.

 

(foto di repertorio)

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