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Chiusura prima tappa di Taranto Festival IT.A.CA’ – migranti e viaggiatori

Si è conclusa domenica 11 Ottobre la prima tappa tarantina di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori Festival del Turismo Responsabile, il primo e unico festival in Italia premiato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo dell’ONU, che si occupa di innovazione turistica, quest’anno alla sua dodicesima edizione nazionale itinerante. IT.A.CÀ è una rete di oltre 700 realtà di base che collaborano e co progettano, immaginando e praticando una valorizzazione dei propri territori che sia capace di coniugare la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini. Tema del particolare anno in corso la biodiversità, intesa come legame imprescindibile tra la molteplicità degli esseri viventi, la complessità virtuosa della natura, la varietà degli organismi operanti all’interno dei diversi ecosistemi. Ora più che ma infatti, si rende necessario produrre un cambio concreto nelle abitudini, creare relazioni innovative e vincenti tra locals e turisti, incoraggiare la comprensione dei principi del turismo responsabile tra viaggiatori, aziende, istituzioni e operatori turistici.

E’ quanto emerso dal ricco programma di trekking, escursioni in mare e passeggiate tra le esperienze più attive nella città vecchia di Taranto, tra la loro specialissima natura di bene comune e al tempo stesso fattore strategico di “altro” sviluppo. Per questo, pur nelle restrizioni imposte dalla mutevole situazione di emergenza sanitaria in corso, la rete composta dalle 13 associazioni locali, ha inteso produrre una serie di piccoli appuntamenti che hanno visto il territorio, l’esperienza e le storie di chi vi opera da anni con una non trascurabile funzione di presìdio sociale, protagonista. “E’ stata una finestra aperta sulla bellezza di una città alle prese con un delicato processo di transizione, che ancora conserva una innata vocazione d’asilo alla diversità. Come quella impressa negli occhi degli operatori tanto quanto in quelli dei pescatori, degli olivicoltori, dei cittadini e turisti incontrati, che sembrano aver già cancellato dal proprio sguardo la prospettiva delle insostenibili aree industriali sullo sfondo, senza perdere di vista l’importanza di ribaltarla. Un’esperienza che promette di riproporsi in forme più allargate gli anni prossimi, a partire dal 2021, coinvolgendo l’intera provincia”, ha dichiarato Giovanni Berardi, referente territoriale della rete locale.

Un’idea di turismo quindi, che vuole essere un codice aperto e inclusivo, contro la pretesa di una messa in scena del territorio che non riconosca l’importanza delle relazioni come capitale sociale. Durante il week end trascorso, non solo esperienze di turismo attivo e responsabile ma anche incontri, come quelli con gli operatori di Destination Makers, società di consulenza che si occupa di marketing territoriale e di service design, e con l’Associazione Napoli InVita, che ospiterà l’ultima sosta lenta del Festival nella “Terra dei Fuochi” il 14 e il 15 Novembre, dopo le tappe di Napoli e Levante Ligure. L’iniziativa, che si è svolta con il patrocinio del Comune di Taranto, ha registrato la partecipazione diretta dell’Assessora all’Ambiente Annalisa Adamo, che in più di una occasione si è intrattenuta con i presenti ribadendo la volontà dell’Amministrazione nel proseguire sul solco appena tracciato quest’esperienza.

Il coordinatore territoriale del Festival, nel ringraziare tutti i componenti della rete locale, dal WWF Taranto con Eco.Pa.Mar Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo, Jonian Dolphin Conservation, la Cooperativa Nuova Hellas con l’Info Point di Massafra, la start up FooTour, l’agenzia Creativiviaggi e La Palomba Onlus, le associazioni Vogatori Città di Taranto, Ammostro, Xenìa, Tarantinidìon e Taranto una finestra su, oltre che tutti gli host che hanno accolto lungo il percorso i partecipanti, auspica che il valore aggiunto costituito dal rinnovato spirito di accoglienza, ospitalità e collaborazione messo in campo in totale sicurezza dalla rete, sia una base dalla quale ripartire per qualificare l’offerta territoriale e la coesione sociale di tutta la comunità ospitante.

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