Vertenza Arsenale, stallo su assunzioni

“La RSU e le OOSS di Taranto, da anni, portano avanti la vertenza Arsenale con lo scopo di mantenere, valorizzare e rilanciare le potenzialità dello Stabilimento di manutenzione del naviglio militare, che da oltre cento anni è parte integrante del territorio jonico, della sua storia e della sua economia.
Oggi che il basso Mediterraneo è ancor più un punto nevralgico per la sicurezza Internazionale, non trascurando la problematica dei flussi migratori che sta assumendo dimensioni elevate, la Base Navale e l’Arsenale, sono fondamentali nelle strategie geo-politiche , è necessario che il Governo affronti con la giusta tempestività i gravi e ormai improrogabili problemi in cui l’Arsenale di Taranto versa da troppo tempo.
E’ appena il caso di ricordare che la M.M., con i suoi importanti insediamenti Tecnici e Logistici (Arsenale, Base Navale, Direzione di Magazzini, Direzione di Munizionamento, Marigenimil, ecc..) è da sempre parte importante e imprescindibile dell’economia e della storia di questo Territorio e tutti insieme contribuiscono a favorire l’occupazione di circa 15.000 unità tra diretti, militari e indotto.
La maggior parte di questi insediamenti hanno ragione di esistere grazie alla funzione e all’operatività dell’Arsenale che invece, oggi è messa fortemente a rischio per la mancanza di nuove e consistenti assunzioni di personale civile, compromettendo tutto il sistema Difesa nel territorio Jonico con conseguenti ricadute occupazionali.
I punti della Vertenza continuano ad essere:
1) Mantenimento del ruolo pubblico delle manutenzioni: garanzia di sicurezza per il Paese in quanto assicura l’ indipendenza manutentiva e funge da calmiere dei costi nelle riparazioni;
2) Turn Over del personale: un esigenza non più rinviabile, considerando non solo le carenze organiche attuali, ma quelle prevedibili entro il 2021, in seguito ai pensionamenti ;
3) Piano di formazione sulle nuove unità navali, anche mediante la riattivazione della scuola Allievi Operai;
4) Completamento del piano di ammodernamento dello Stabilimento di lavoro;
Portare a rapida soluzione i punti appena citati, ci consentirebbe, non solo di dare una pronta ed efficiente risposta alle prioritarie esigenze delle manutenzioni delle UU.NN. della M.M. ma di mettersi sul mercato ed offrire strutture e maestranze per ampliare la filiera produttiva attraverso la compartecipazione alle attività di refittaggio e/o demolizione delle unità navali, per offrire a Km 0 materia prima per il siderurgico, nonché aprire i nostri bacini anche ad unità mercantili offrendo supporto logistico e tecnico alle attività del nuovo gestore del porto di Taranto .
L’attenzione di più attori istituzionali, dal comune ai parlamentari, fino ad oggi ha portato ad una serie di promesse non mantenute tra cui, le risicate assunzioni che erano state previste dalla legge di bilancio 2019 ed in ultimo, l’ipotesi sbandierata da tutte le parti di assunzioni per 315 unità lavorative nell’arco di tre anni (105 unità annue) ma non prevista dalla legge di bilancio 2020 o da altri provvedimenti legislativi successivi tali da garantire la copertura economica delle stesse.
Va sottolineato da parte nostra, che i numeri di assunzioni sfoggiati da più parti sono sicuramente insufficienti rispetto all’esodo dei lavoratori, a seguito dei pensionamenti a vario titolo avvenuti e che avverranno nei prossimi anni e, rispetto al rilancio dell’Arsenale di Taranto che deve rispondere con professionalità numeriche ed adeguate alle esigenze delle nuove Unità Navali ed anche alle dotazioni organiche attualmente previste.
A tale riguardo, la RSU e le OOSS di Taranto ritengono necessaria la loro presenza in tutti i tavoli istituzionali e decisionali in cui si parla dell’Arsenale di Taranto, insieme agli attori istituzionali locali e nazionali che si renderanno veramente disponibili, nel pretendere di conoscere il “Piano Industriale Integrato 2020-2025” allo studio dello Stato Maggiore Marina e l’emanazione di un corso-concorso, con bando unico, per almeno 600 unità lavorative con professionalità tecnico-specialistiche.
Dopo tante parole, parole, parole…… aspettiamo di vedere i fatti.
NOI CI SIAMO!”

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