Bitetti su Parco regionale Mar Piccolo

Nota del consigliere comunale e provinciale di Taranto Piero Bitetti. “Vanno certamente accolti con favore tutti i progetti tesi alla riqualificazione ambientale della città di Taranto e della sua provincia. L’idea di fare del mar Piccolo un parco regionale protetto è senz’altro meritevole non solo di attenzione ma anche di un sostegno tanto convinto quanto scevro da valutazioni politiche riconducibili all’appartenenza a questo o a quello schieramento. Per essere più espliciti: quando è in gioco il futuro della nostra comunità, ciò che conta davvero è portare a casa il risultato e non certo ridimensionare ruolo e meriti di chi ha avanzato una determinata proposta.
Sgomberato dunque il campo da possibili malintesi, il progetto di cui discutiamo ci offre tuttavia l’occasione per alcune riflessioni che propongo alla discussione collettiva con lo spirito di chi vuole ragionare soprattutto sulla metodologia da seguire per evitare di commettere gli errori del passato. Provo a spiegarmi: quando c’è di mezzo Taranto, ogni iniziativa finisce inevitabilmente per assumere una connotazione fortemente simbolica. E ciò per i noti motivi: un territorio offeso e umiliato sotto il profilo ambientale che cerca il proprio riscatto facendo leva su nuove idee e puntando, come stiamo provando a fare, sulla valorizzazione delle nostre risorse naturali e dell’immenso patrimonio storico e paesaggistico di cui disponiamo. Diciamocelo con franchezza: tutto questo fa notizia, ma non sempre, purtroppo, le notizie e la visibilità mediatica si trasformano in quei cambiamenti positivi e tangibili che tutti noi desideriamo.

Ecco perché sarebbe utile che tutte le istituzioni, da quelle periferiche a quelle centrali, facessero fronte comune. Il che significa: condividere le proposte, sedersi tutti allo stesso tavolo per esprimere quella unità di intenti senza la quale nessun obiettivo potrà essere raggiunto. La storia ci insegna che le divisioni non pagano. Per essere ancora più chiari: Regione Puglia e Comune di Taranto, di concerto con gli altri attori sociali del territorio ionico, hanno il dovere – e direi anche l’interesse – a stringere un’alleanza strategica per realizzare qualcosa di importante per i tarantini. E stesso metodo di lavoro dovrebbe caratterizzare i rapporti tra la comunità ionica, gli enti locali e il governo nazionale.
Facciamo tutti in modo che le fughe in avanti, sommamente improduttive, diventino presto uno sbiadito ricordo.”

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