A Ceglie Messapica la Fondazione San Raffaele inaugura una palestra robotica

La nuova palestra robotica del presidio ospedaliero ad alta specialità dell’Asl Brindisi 1, Fondazione San Raffaele – E’ uno spazio che si aggiunge a quelli destinati alle terapie riabilitative, attrezzato con supporti robotizzati di ultima generazione. Sarà l’occasione per presentare anche l’esoscheletro EKSO NR (Neuro Rehab) – l’ultimo realizzato dalla californiana Ekso Bionics – che per la prima volta viene utilizzato in una struttura sanitaria europea, un gioiello della tecnologia per la riabilitazione degli arti inferiori che consente di migliorare ulteriormente rispetto ai modelli precedenti la personalizzazione della terapia e quindi la postura e il cammino, grazie a batterie e sensori che sostituiscono le funzioni neuromuscolari. Il modello NR è ideato specificamente per la neuro riabilitazione, è il primo esocheletro approvato dalla FDA per le terapie da eseguire con pazienti che hanno avuto un ictus o lesioni al midollo spinale. E’ dotato, tra l’altro di un software che personalizza la forza di supporto del motore per vari livelli di disabilità, dall’assistenza completa al movimento avviato dal paziente; offre la possibilità di stabilire obiettivi di allenamento e modifica i livelli di assistenza in tempo reale per ciascuna gamba in base al feedback della sessione.
La Palestra Robotica sarà dotata anche:
della nuova strumentazione TESLA CARE per la Stimolazione magnetica funzionale basata sull’induzione elettromagnetica. Si tratta di una delle innovazione nel campo della riabilitazione sia dell’area muscolo-scheletrica per il controllo del dolore muscolo-fasciale e neuropatico, sia in campo di riabilitazione del pavimento pelvico per casi, ad esempio, di disfunzioni urologiche e del colon. La stimolazione magnetica funzionale extracorporea rappresenta una efficace e valida alternativa anche come trattamento non invasivo e indolore nei disturbi di natura genito-urinaria

di un WALKER VIEW. Un tapis roulant di ultima generazione, che stimola il sistema dei “neuroni specchio” e facilita la terapia di riabilitazione per migliorare l’apprendimento motorio e la qualità del cammino di pazienti con diverse patologie neurologiche: la malattia di Parkinson, i Parkinsonismi, la sclerosi multipla; persone con esiti di stroke o lesioni midollari; patologie ortopediche di anca e ginocchio e nei casi caratterizzati da un assetto posturale alterato. Un macchinario che unisce diverse funzionalità, grazie allo schermo che riflette l’immagine del paziente in movimento, a una telecamera tridimensionale che permette anche la creazione di una realtà virtuale; a un nastro dotato di sensori per la valutazione dell’appoggio plantare e a un complesso sistema di sgravio del peso corporeo con accesso facilitato per le persone con disabilità.

Il WalkerView è dotato di una telecamera tridimensionale che permette di immergersi in ambienti di realtà virtuale, in modo da coinvolgere emotivamente il paziente e farlo diventare parte attiva del processo di riabilitazione. Inoltre la telecamera ricostruisce in tempo reale ogni singolo movimento su uno schermo posto di fronte al paziente come uno specchio. Ciò consente il controllo della propria immagine riflessa. Cosa che aiuta a migliorare il movimento attraverso il sistema dei “neuroni specchio”, riattivando le funzioni motorie legate al cammino

Di una piattaforma RIABLO PREMIUM: è un sistema di sensori indossabili ed una pedana stabilometrica che trasmettono i dati ad un software. Questa operazione permette di avere un biofeedback visivo-uditivo in tempo reale attraverso uno schermo. L’uso del biofeedback permette poi che i movimenti di ogni singolo esercizio riabilitativo siano svolti in modo corretto, incidendo anche sulla motivazione del paziente. Tale sistema garantisce un alto livello di accuratezza dei sensori e della pedana stabilometrica. Parliamo di un dispositivo innovativo orientato ad ottimizzare le performance motorie dei pazienti,  in particolare per le persone con postumi di cerebro lesioni e portatori di deficit motori con emiparesi e disturbi dell’equilibrio e della marcia.

A breve sarà installato anche il sistema robotizzato MOTORE : utile per la riabilitazione dell’arto superiore. Aumenta l’efficacia della terapia di recupero a seguito di un ictus o di traumi cranici. Si tratta di un robot mobile autonomo, in grado di percepire la forza del paziente, di intuirne le intenzioni e di reagire con un sistema che facilita il recupero funzionale dell’arto. Grazie a un software dedicato, che contiene diversi tipi di esercizio, il fisioterapista può scegliere il protocollo più indicato per il paziente.

Cosa sono i robot end-effector e gli esoscheletri overground – I dispositivi robotici possono essere categorizzati in differenti modi. Una classificazione divide i robot a seconda del livello di interazione tra uomo e macchina. Negli end-effector l’interazione avviene a livello del segmento distale (dita, mano, piede); negli esoscheletri l’interazione avviene a vari livelli in corrispondenza dei diversi segmenti corporei. In particolare, gli esoscheletri overground sono robot autoportanti

che interagiscono con la persona a tutti i livelli di articolazione degli arti inferiori consentendo al paziente di eseguire il task motorio del cammino direttamente sul terreno in totale sicurezza durante l’intera fase del passo.
I robot per riabilitazione sono caratterizzati da sensori che rilevano il movimento (o l’intenzione di movimento) del paziente, elaborano tali dati in tempo reale e controllano degli attuatori che muovono le varie componenti del robot.

Da quanto si usano e per quail patologie – In Italia, da circa 20 anni la robotica è impiegata per la riabilitazione, prevalentemente in patologie neurologiche come ictus, morbo di Parkinson e sclerosi multipla, per lesioni midollari e traumi cranici. I primi robot introdotti dagli Stati Uniti erano per il trattamento degli arti superiori. Successivamente sono stati introdotti nelle strutture cliniche del nostro paese dei dispositivi che consentissero di eseguire un training del cammino sicuro e intensivo.

Possibilità di personalizzare la terapia – Ogni patologia, e ogni fase della malattia (acuta, subacuta e cronica) è caratterizzata da deficit motori differenti. Ci sono fattori che rendono ogni paziente diverso dall’altro. In questo contesto, è necessario personalizzare il trattamento robotico per ottimizzare l’effetto riabilitativo. La scelta di un training robotico del cammino con dispositivi end-effector o esoscheletri deve essere, quindi, ben ponderata, in quanto i primi lasciano al paziente maggiori gradi di libertà nelle articolazioni di ginocchio e anca, mentre i secondi sono più protettivi.

(foto sanraffaele.it)

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