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Arsenale Taranto, visita della IV Commissione Difesa del Senato

Documento della FLP Difesa TA-Br ai parlamentari intervenuti in Arsenale a Taranto in occasione della visita della IV Commissione Difesa del Senato

LA SITUAZIONE ATTUALE

1) Allungamento dei tempi e mancato completamento del Piano BRIN (per inadeguatezza ed instabilità dei flussi finanziari nei settori esercizio ed ammodernamento) e mancato raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, ivi comprese le assunzioni specifiche e la formazione mirata del personale;

1) Blocco del turn over per norme legislative;

2) Legge 244/31.12.2012 + DLvi 7 e 8 del 28.01.2014 che:

• Ha fissato gli organici del personale civile a 20.000 unità alla data del 31.12.2024;

• Mirava a rimodulare i capitoli di spesa al 50% per le spese del personale, al 25% per le spese di esercizio ed al 25% per le spese degli investimenti.

3) Età media del personale civile che si è innalzata a circa 60 anni;

4) Pensionamenti continui (ora anche con Quota 100) senza nuove assunzioni:

• Dal 2014 al 2018, solo 120 assunzioni a fronte di circa 2500 uscite;

• Dai dati ufficiali forniti da Persociv nel corso degli anni, al 31.12.2012 il personale civile nella Difesa era di 28.825 unità, alla data del 31.12.2018 risultano in forza 24.849 unità (una perdita totale di circa 4000 unità, comprensivi comunque di 4200 unità collocati in soprannumero di ex militari transitati all’impiego civile per motivi di salute che, se non calcolati portano già ad oggi alla dotazione organica prevista per legge sino a 20.000 unità di personale civile nel Ministero della Difesa, con una proiezione al 31.12.2024 fortemente riduttiva per effetto dei prossimi pensionamenti a vario titolo, rispetto alle effettive esigenze del Ministero);

• Per l’Arsenale MM di Taranto a fronte di una tabella organica prevista di 1396 unità, alla data del 01.07.2019, escludendo n°239 di ex militari transitati all’impiego civile collocati in soprannumero dal novembre 2012 al 01.07.2019, risultavano in forza 1034 unità (fra l’altro con sbilanciamento fra profili tecnici ed amministrativi); alla data del 13.09.2019 (a distanza solo di circa due mesi), escludendo n°251 di ex militari transitati all’impiego civile collocati in soprannumero dal novembre 2012 al 13.09.2019, risultano in forza 993 unità (fra l’altro con sbilanciamento fra profili tecnici ed amministrativi). Se a questi preoccupanti dati, aggiungiamo i pensionamenti già previsti per limiti di età negli ultimi mesi del 2019 sino a tutto l’anno 2021 (PARI A N°123) ed i pensionamenti per effetto della Quota 100 che si potranno produrre (OGGI NON DEFINIBILI), ci si può rendere conto della gravità della situazione organica di personale civile nello Stabilimento di Taranto, questa volta non più solo di professionalità tecniche ma anche di quelle amministrative, ed alla data del 31.12.2024 (se non prima) ci potrebbe essere “IL COLLASSO DELLO STABILIMENTO”, peraltro, emergenza già sottolineata a gran voce nel corso delle recenti audizioni parlamentari in Commissioni Difesa del Senato da autorevoli rappresentanti della Marina e dell’Esercito, ed in ultimo dal COMANDO LOGISTICO DELLA MARINA e dallo STATO MAGGIORE DELLA MARINA;

• Il MEF e la Funzione pubblica non autorizzano le assunzioni per la Difesa per i vincoli imposti dalla Legge 244/2012;

• In tema di assunzioni di personale civile nella Difesa, negli ultimi tempi vi solo stati solo dei timidi segnali di attenzione, poca cosa rispetto alle esigenze degli Arsenali e dei Poli dell’Esercito, prima con la legge di bilancio 2019, che ha previsto assunzioni straordinarie nel triennio 2019-2021 di 294 unità tecniche destinate in particolare all’area industriale (da ripartire fra i vari enti), al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ ed 88 di area 2^) a fronte di oltre 33.000 unità da assumere nelle altre AA.PP. (ad es. 3000 alla Giustizia, 750 agli Interni, ecc…); e poi, per l’anno 2019, con il DPCM 20.06.2019 che ha previsto per la Difesa n°235 assunzioni ordinarie di cui n°141 per l’area industriale da ripartire fra i vari Enti;

• In totale nel 2019, per tutti gli enti dell’area industriale della Marina e dell’Esercito, sono state previste 239 assunzioni (98 straordinarie e 141 ordinarie), da ripartire sempre fra i singoli enti (per l’ARSENALE MM TARANTO, perché è lo Stabilimento più grande della Marina, potrebbero arrivare circa una ventina di tecnici, ben poca cosa rispetto alle esigenze di rilancio dell’Ente).

LE POSSIBILI SOLUZIONI

A) Modificare la LEGGE 244/2012:

• aumentare i numeri della dotazione organica del personale civile prevista per il 31.12.2024;

• rivedere la rimodulazione dei capitoli di spesa (non è stato raggiunto l’obiettivo del 50-25-25) e ci ritroviamo ancora dopo 7 anni al 74% per la spesa del personale (di cui il 90% è per i militari), al 13% per le spese di esercizio ed al 13% per le spese d’investimento.

B) FAR PARTIRE A BREVE TERMINE UN PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI per il personale civile della Difesa, come richiesto da Persociv il 26.09.2018 con lettera di risposta inviata alla Funzione Pubblica che chiedeva LE ESIGENZE EFFETTIVE in aggiunta a quanto previsto nel PIANO TRIENNALE DEL FABBISOGNO 2018-2020 (che prevede 521 unità nel triennio di cui 141 per l’area industriale nel 2019).

• Persociv ha segnalato le seguenti esigenze: o 200 unità di 3^ area (120 Funzionari tecnici ed 80 Funzionari amministrativi) o e 1227 unità di 2^ area (200 amministrativi e 1027 tecnici), o quantificando la spesa a circa 49,7 milioni di euro di cui erano disponibili nel budget 2018 circa 33,3 milioni di euro.

C) PROROGARE ALMENO PER ALTRI 2 ANNI (2020-2021) DELLA NORMA PREVISTA NEL C.O.M. (CODICE ORDINAMENTO MILITARE) ART.2259-BIS COMMA 1 (la norma che scadeva il 31.12.2018 è stata prorogata per un altro anno dalla legge di bilancio 2019), che riserva il 60% delle assunzioni della Difesa al personale tecnico degli Arsenali e Stabilimenti militari.

D) AVVIARE CONTESTUALMENTE UN PIANO STRAORDINARIO DI FORMAZIONE, con le Aziende costruttrici, con la riapertura delle ex Scuole Allievi operai, con la sinergia delle strutture istituzionali territoriali, utilizzando i fondi europei.

E) VALORIZZARE I CENTRI DI FORMAZIONE DELLA DIFESA, utilizzando i ns. docenti militari e civili.

F) REINTERNALIZZARE LE ATTIVITA’ DI MEDIO ED ALTO PROFILO TECNOLOGICO, da individuare nell’ambito dei piani di manutenzione programmata dei mezzi navali e terrestri.

• Respingiamo al mittente le scelte che in alcune occasioni sono state ipotizzate che prevedono di esternalizzare il lavoro e i lavoratori che operano presso gli Arsenali ed i Poli, invece, sosteniamo fortemente il ruolo pubblico degli Stabilimenti e dei lavoratori, nell’esercizio di una attività istituzionale.

• L’internalizzazione delle attività a medio contenuto tecnologico comporta benefici conseguibili in termini di contenimento della spesa ed aumento della produttività in tale ambito, in linea con gli investimenti effettuati nel tempo per il potenziamento degli impianti e delle infrastrutture degli Arsenali.

• Il ricorso all’industria costruttrice prima con contratti TS (per le manutenzioni a 5 anni) e poi con contratti TGS o CILS (di supporto globale da 5 a 10 anni), rappresenta una soluzione parziale intesa come forma emergenziale di compensazione della progressiva erosione delle capacità interne e non già come modello di ottimizzazione del potenziale produttivo, in quanto non copre l’intera esigenza manutentiva nel tempo e presuppone nel frattempo il travaso delle capacità dall’industria alle maestranze che si è realizzato solo parzialmente, a causa dell’età media del personale civile operante nei settori tecnici che implica un orizzonte temporale di lavoro residuo spesso marginale a cui segue l’avvio in quiescenza senza sostituzione.

G) MISSION DEGLI STABILIMENTI – Riprogettare il futuro degli Stabilimenti industriali della Difesa anche in modo diversificato ed a carattere più specialistico, ridefinendo le mission nei Decreti di struttura degli Arsenali e dei Poli.

H) PREVEDERE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020 UN PIANO PLURIENNALE DI INVESTIMENTI per l’efficientamento degli Enti industriali della Difesa, che a medio-lungo termine, abbinato alle altre azioni proposte, potrebbe portare effetti positivi (riduzione delle spese, aumento della produttività, realizzazione di utili, ecc…), potendo proporsi anche verso il mercato esterno.

I) IMPLEMENTARE L’IMPIEGO DEL PERSONALE CIVILE in funzioni a carattere medio-alte, evitando sconfinamenti d’impiego del personale militare, assunto per ben altre finalità, restituendo ruolo, funzioni e prospettive ai civili:

• La CIVILIZZAZIONE significa risparmiare risorse economiche, posto che per unità di prodotto lavorato (amministrativo, tecnico, contabile, ecc…) i costi di personale civile rispetto a quello militare sono notevolmente inferiori nella proporzione quasi di 1 a 10.

• Il transito di ex militari non idonei per motivi di salute nei ruoli civili (dal 2012 ad oggi sono transitati oltre 4200 unità in soprannumero) è risultato insoddisfacente ed ha presentato in aggiunta problematiche e criticità (formazione, profili professionali assegnati, impiego, ecc…) che meritano soluzioni diverse nel processo di integrazione e di loro spendibilità all’interno del Ministero.

L) IL GAP RETRIBUTIVO DEL PERSONALE CIVILE DELLA DIFESA rispetto a quello delle altre AA.PP., porta a ricadute soprattutto nell’area industriale con prevalenza di profili tecnici.

• CREAZIONE DI UN FONDO INTEGRATIVO SPECIALE attraverso una norma legislativa che affermi la PECULIARITA’ DEI COMPITI DEL PERSONALE CIVILE in analogia a quanto fatto per il personale militare (art. 19 Legge 183/2010).

Tutto quanto brevemente esposto, risulta ormai detto e ridetto da circa vent’anni ed essere stato rappresentato in tutte le sedi istituzionali e parlamentari.

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