ARCELORMITTAL PREMIA CHI NON SCIOPERA, GESMUNDO (CGIL PUGLIA): VITE UMANE SACRIFICABILI PER LA PRODUZIONE?

“Avremmo pensato a una fake news, delle tante che girano in rete, se non avessimo letto che la denuncia partiva dalle organizzazioni metalmeccaniche di Cgil Cisl Uil. Fake news perché quando accaduto stride fortemente con quanto affermato da ArcelorMittal, di voler rilanciare le attività del siderurgico attraverso un percorso di dialogo e rispetto della città, dei lavoratori, delle istituzioni. E invece si è svelato il loro volto più biecamente padronale”.

E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, a proposito del premio ad personam stanziato dalla multinazionale che ha rilevato l’Ilva e destinato a quei lavoratori che in occasione dello sciopero indetto per la morte di un collega hanno permesso non aderendo la continuità produttiva di alcuni reparti.

“Fermo restando la scelta individuale di aderire o meno a uno sciopero, un agire così sfrontato dell’azienda offende le libertà sindacali, perché in tempi di difficoltà reddituali e crisi occupazionale, mette in atto un’azione scorretta e quasi ricattatoria nei confronti del lavoratore, introducendo un istituto premiale in denaro in cambio di un rifiuto alle decisioni del sindacato”.

“Azione da stigmatizzare due volte perché quello sciopero era stato indetto a seguito della tragica morte del gruista Cosimo Massaro, chiedeva più sicurezza in un’azienda che purtroppo presenta un numero di infortuni molto elevato”.

Per ArcelorMittal la produttività viene prima delle vite umane? Allora rispondiamo no grazie, su questo argomento Taranto ha già dato. La sicurezza di chi lavora viene prima di ogni cosa”.

“Ci chiediamo che considerazione si ha ormai del lavoro dopo aver trasformato i contratti in una giungla in cui è difficile districarsi e per uno stesso lavoro si hanno contratti differenti”.

“E inoltre, si è condotta una guerra spietata ai diritti e alle tutele ed elevato a completa mercificazione un elemento fondamentale della società ma anche della riuscita di una iniziativa imprenditoriale”.

“E ancora che considerazione si ha del lavoro se la nuova frontiera non preveda che le vite umane non sono sacrificabili e non possono essere funzionali al successo e alla produzione. Che si tratti di un agricoltore che sfrutta i braccianti o una delle più grandi multinazionali al mondo. Non lo accettiamo a avverseremo con ogni mezzo questo declivio di civiltà prima ancora che di mercato e organizzazione del lavoro”.

(foto di repertorio)

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