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APPALTO ARCELORMITTAL, UILTRASPORTI: “DECINE DI DISOCCUPATI”

Comunicato della UILTRASPORTI di Taranto a firma di Carmelo Sasso, Segretario Generale territoriale. “Abbiamo l’obbligo di evidenziare come l’estromissione di tante aziende locali dal ciclo dei servizi in appalto dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto oltre a creare un problema a diverse Società del nostro territorio che per anni avevano sostenuto la Amministrazione Straordinaria, garantendo i servizi e talvolta anticipando le retribuzioni ai lavoratori nelle more di ricevere i pagamenti, genererà inevitabilmente una ulteriore produzione di decine di disoccupati.

Questo anche poiché tale grossa vertenza non è stata ancora adeguatamente affrontata nelle sedi anche pubbliche opportune e con i tempi e le attenzioni necessari. Entrando nel merito e ponendo ad esempio l’appalto delle pulizie civili/industriali e dei servizi mense ad oggi effettuato da tre diverse aziende (Pellegrini, Sodexo e Chemipul) verrà accorpato in unico affidamento assegnato da Arcelor Mittal alla Pellegrini spa. Questo ad un osservatore poco attento potrebbe sembrare un fisiologico passaggio di appalto nel quale i lavoratori inquadrati con il CCNL Multiservizi “migreranno” insieme agli affidamenti con la nuova assegnataria, essendo questi tutelati dalla “clausola sociale” prevista dal CCNL all’art.4, ma la realtà non è così semplice tantomeno automatica.

Nel corso dei mesi di gestione la committente ArcelorMittal ha pensato bene di “ritarare” tutti i servizi assegnati alle società sopra citate per “implementare” il livello di qualità degli stessi a fronte tra l’altro di una ulteriore richiesta di riduzione del valore degli affidamenti stessi attraverso ulteriori sconti. Questo ha generato la necessità da parte delle Società, che non volevano essere estromesse dai servizi affidati loro, di dover garantire nuovi servizi con ulteriori sconti ed essendo costrette inevitabilmente a ricorrere a nuove assunzioni.

Queste assunzioni purtroppo nonostante le osservazioni sindacali, sono state inevitabilmente prodotte a tempo determinato, poiché seppur legate a nuovi servizi si inquadrano in commesse con scadenza settembre 2019. Tutti questi lavoratori ora sono purtroppo, inevitabilmente esposti ad un serio rischio che abbiamo la necessità di evidenziare oltre, nel silenzio quasi assordante che circonda l’intera vicenda. Decine di lavoratori, nella migliore delle ipotesi e qualora la Pellegrini acconsentisse in sede di cambio appalto a garantire loro gli stessi diritti dei lavoratori tutelati dalla clausola sociale ex art.4 , otterrebbero un contratto di lavoro agli “ stessi patti e condizioni” contrattuali precedenti, quindi a tempo determinato con scadenza 30 settembre 2019. Quello che non vorremmo che accadesse è che, al fine di sottoscrivere un facile accordo sindacale ed al contempo di contenere le spese dell’affidamento che ricordiamo è stato ottenuto con il metodo del massimo ribasso, questi lavoratori vengano utilizzati strumentalmente per far sventolare un altro “accordo sindacale del secolo” finendo poi licenziati inevitabilmente alla naturale attuale scadenza del contratto a termine. Prendiamo questo come esempio poiché questa situazione nota da Giugno è stata circondata da un alone di “mistero” da parte anche della committente che ha unilateralmente assunto decisioni in silenzio ed autonomia senza sentire ne informare i rappresentanti dei lavoratori ed il territorio.

Duole rimarcare come a tutt’oggi a seguito di rinvii “seriali” delle riunioni ripetutamente pianificate presso l’ufficio controversie collettive di Arpal non si è riusciti a fare un solo straccio di incontro sulla questione che assume una certa importanza e complessità anche tecnica. Non abbiamo apprezzato l’ulteriore richiesta di rinvio prodotta il 6 Agosto da Pellegrini per l’incontro già convocato per il 7 Agosto nella quale si indica come prima data utile per tale incontro il 27 Agosto. Questo semplicemente perché gli affidamenti in essere hanno scadenza diverse (30 Agosto per Chemipul e 15 Settembre per Sodexo) e quindi il tempo necessario alla procedura di cambio appalto è oramai ridotto al lumicino.

Quello che è certo è che non ci faremo prendere dall’ansia o dalla fretta in quella sede e pretenderemo come previsto dalle norme contrattuali di verificare con accuratezza tutti i dati e ci batteremo per garantire la tutela di tutti i lavoratori coinvolti sino all’ultimo. Quello che sicuramente non consentiremo è che il ribasso ulteriore sui costi dei servizi che ha permesso a l’aggiudicazione dell’affidamento ad una sola azienda di livello internazionale, a tariffe a quanto pare impraticabili ed insostenibili per il sistema delle imprese locali, venga scaricato ulteriormente sul territorio attraverso la produzione di altri disoccupati molti giovanissimi e tutti privi per settore contrattuale di ogni forma di ammortizzatore sociale.”

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