LIVIANO SU IMPIANTO COMPOSTAGGIO PULSANO

La realizzazione in contrada “La Palata” a Pulsano di un impianto di compostaggio aerobico-anaerobico, per il trattamento dei rifiuti e la produzione di biogas, sta caratterizzando l’estate tarantina. Numerose, infatti, sono le proteste dei cittadini residenti a Pulsano e di quelli dei Comuni limitrofi i quali temono per l’impatto che un simile impianto potrebbe avere sull’ambiente e sulla propria salute. Per meglio comprendere l’utilità dell’impianto e, soprattutto, i suoi effetti su ambiente e salute, “ho chiesto – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – insieme al collega Ruggiero Mennea, al presidente della V Commissione consiliare, Mauro Vizzino, di audire, in tempi brevissimi, il sindaco del Comune di Pulsano, dott. Francesco Lupoli; il consigliere comunale del Comune di Pulsano, dott. Emiliano D’Amato; il sindaco del Comune di Leporano, dott. Vincenzo Damiano; il direttore di Ager Puglia, avv. Gianfranco Grandaliano”.

Una decisione, quella dei due consiglieri, resasi necessaria in virtù delle numerose sollecitazioni pervenute dai territori interessati e per le preoccupazioni “relative al fatto che l’impianto sorgerebbe a meno di due chilometri dal centro abitato e da siti sensibili. Se ciò fosse vero – aggiunge Liviano – ci troveremmo in violazione del Piano dei rifiuti che prevede una distanza minima di due chilometri dal centro abitato e di due chilometri e mezzo dai siti sensibili. Non solo – prosegue Liviano – l’impianto produrrà, inevitabilmente, emissioni odorigene e possibili impatti sulla salute. Per non parlare del fatto che stiamo parlando di un complesso dalla portata di 60mila tonnellate all’anno localizzato, secondo quanto mi dicono, in un’area agricola di pregio vocata alla produzione del vino primitivo. Inoltre – conclude Liviano – il Comune di Pulsano è stato di recente inserito nei siti turistici regionali e ha ottenuto importanti riconoscimenti in questo campo.

Per cui, ancora di più, andrebbe valutata attentamente l’utilità di realizzare l’impianto di compostaggio in un’area che dello sviluppo economico, dell’agricoltura di qualità e del potenziamento del turismo vuole farne degli asset strategici. Insomma, c’è solo voglia di capire se è realmente utile la realizzazione di un simile impianto per l’economia del territorio e se la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente siano stati tenuti in debito conto”.

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