ARCELORMITTAL, PERRINI: “NEI VERTICI CON IL GOVERNO NESSUNO PARLA DELL’INDOTTO”

Dichiarazione del consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini.
“Ci eravamo illusi che la nuova era AcelorMittal fosse per il siderurgico, ma più in generale per la città di Taranto, una nuova rinascita. Invece, ci ritroviamo a rivivere attese, speranze e dolori ai quali l’ex Ilva ci aveva abituato negli ultimi anni.
In questi giorni ho seguito a distanza i vertici fra il ministro allo Sviluppo, Luigi Di Maio, e i manager dell’azienda: hanno parlato e sono convinto che continueranno a farlo di immunità penale, di cassintegrazione e di sicurezza o meglio della poca sicurezza. Ma nessuna parola è stata detta sui lavoratori dell’indotto, centinaia e centinaia di persone, vale a dire famiglie tarantine, che rischiano di ritrovarsi senza lavoro da un giorno all’altro.
La sensazione è che AcelorMittal, coscientemente ma senza dirlo, abbia deciso di non avvalersi più di questa manodopera, magari per impiegare personale di altre aziende, magari del Nord, o peggio abbia deciso di lasciar morire lentamente il siderurgico. Una lenta agonia che si trascinerà per mesi e mesi per poi far ricadere la responsabilità della chiusura dell’azienda su altri. Si faccia chiarezza subito, Taranto non meritava il trattamento che le aveva riservato la famiglia Riva e non merita quello dei nuovi gestori, Taranto merita rispetto”.

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