PEDIATRIA, DOTT. MARRANZINI: “C’È BISOGNO DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA”

“Nella sanità pediatrica italiana si è assistito negli ultimi tempi ad un cambiamento dell’offerta assistenziale per le mutate richieste e necessità dell’utenza. Il cambio sociale delle famiglie ha aumentato la richiesta di una assistenza realizzabile in prevalenza sul territorio. Il ricovero ospedaliero, oltre allo stress per il bambino, determina spesso complesse riorganizzazioni familiari e perdite di giornate lavorative e quindi va limitato a reali necessità.

La pediatria del territorio col tempo si è dedicata essenzialmente alla prevenzione e alla cura del bambino con cronicità. Una tappa fondamentale nello sviluppo ottimale della prevenzione è stato raggiunto con i bilanci di salute, visite di controllo periodiche per valutare lo sviluppo fisico, psichico e sensoriale del bambino dalla nascita all’adolescenza; esistendo per alcune patologie un’età ottimale per individuarle precocemente, i bilanci di salute sono programmati in età filtro per evidenziare eventuali problematiche di neuro sviluppo, ortopediche, odontoiatriche, oculistiche, ecc.. Infine nel colloquio continuativo con le famiglie vi è una importante attività di informazione e counselling su molteplici aspetti della salute dei bambini ed anche per valorizzare l’allattamento al seno, la relazione madre-bambino e sostenere la genitorialità nello sviluppo fisico e psico-affettivo del bambino. Nel contempo il pediatra di famiglia, col self help ha arricchito la sua attività con maggiori mezzi diagnostici in ambulatorio e si è dedicato maggiormente al governo clinico ovvero assicura la presa in carico dei percorsi di diagnosi, cura e assistenza dei minori con patologie croniche e/o problemi socio sanitari complessi.

Attualmente i 79 pediatri di famiglia di Taranto e provincia hanno in carico 4.473 cronici. Con migliaia di interventi all’anno per singolo pediatra questa complessa attività ha portato ad eliminare strutture obsolete, quali la medicina scolastica e la specialistica ambulatoriale pediatrica, a ridurre il ricorso indiscriminato alle visite specialistiche e all’ospedalizzazione con conseguenti risparmi per il SSN. In Puglia l’offerta è stata completata col progetto regionale SCAP (Servizio di Consulenza Ambulatoriale Pediatrica) che offre assistenza anche nei giorni prefestivi e festivi: solo nel 2018 il servizio ha effettuato 4.356 visite a Taranto e 2.255 a Martina Franca, eliminando questo carico di lavoro al Pronto Soccorso e riducendo l’accesso improprio nelle divisioni di Pediatria. La necessità di questo servizio è nata dall’analisi degli accessi al Pronto Soccorsi: il 10% di questi è rappresentato da bambini e sono concentrati soprattutto nei giorni prefestivi e festivi; nel 90 % dei casi l’accesso al PS è spontaneo, by-passando il filtro territoriale. Il 90% di questi accessi sono costituiti da codici bianchi e verdi (ovvero a bassa priorità), situazioni che possono essere gestite a livello ambulatoriale, come avviene con lo SCAP.

Il lavoro del pediatra di famiglia può essere realizzato solo sul territorio sia per quantità che per qualità, altrimenti si determinerebbe un blocco delle divisioni pediatriche e una spesa finale maggiore venendo meno tutta la prevenzione e l’individuazione precoce delle patologie. Ovviamente alcune patologie non possono essere gestite sul territorio ma necessitano di assistenza ospedaliera che è, per definizione, una assistenza di II livello. Quindi è necessaria una continua collaborazione fra territorio ed ospedale anche con flusso continuativo di dati fra i due comparti per offrire maggiore efficienza nella salvaguardia della salute del bambino in base alle proprie peculiarità assistenziali. In Italia le percentuali di ricoveri in Pediatria sono il doppio rispetto ad altri paesi europei ed in Puglia sono il doppio rispetto ad altre regioni italiane e questo ovviamente determina un aggravio della spesa sanitaria. Quindi è opportuna una gestione sanitaria che riporti il ricorso all’ospedale nel suo vero ruolo di II livello con un potenziamento del filtro territoriale che si attua sia con lo sviluppo delle reti pediatriche sia con una costante educazione al corretto utilizzo dei servizi da parte dell’utenza.

In questi anni la popolazione pediatrica si sta drammaticamente riducendo per la denatalità: solo nella nostra regione si assiste ad una progressiva riduzione della fascia pediatrica 0-14 anni, passando dalle 610.186 unità del 2010 alle 540.164 del 2018 con un saldo negativo di ben 70.022 unità negli ultimi 8 anni (dati Istat). Riducendosi la popolazione pediatrica, a parte tutte le implicazioni sociali che questo comporta, si ridurrà anche la necessità di pediatri sul territorio ma anche di posti letto ospedalieri. La mancata programmazione sanitaria in pediatria (come in altre specialità), modulando le lauree e le specializzazioni in base al fabbisogno sia sul territorio che in ospedale, ha portato alle criticità attuali di carenza di pediatri che non si possono risolvere penalizzando un comparto per favorirne un altro ma sbloccando le assunzioni e programmando i bisogni di personale sia sul territorio che in ospedale per offrire una sanità pubblica efficiente e rispondente agli attuali fabbisogni assistenziali della popolazione pediatrica.”

Lo scrive il dott. Mario Marranzini Segretario Provinciale FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri).

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