BORRACCINO: “SCHIENA DRITTA CON ARCELOR MITTAL”

“Su Arcelor Mittal la Regione sta con la schiena dritta. Spiace constatare che proprio da parte di un collega Consigliere Regionale eletto nella provincia di Taranto vi sia una difficoltà nell’impostare una linea chiara nei confronti di Arcelor Mittal. Linea chiara che la Regione Puglia sta cercando di portare avanti, con tutti i mezzi a sua disposizione, nonostante anche il nuovo Governo nazionale abbia confermato esattamente la linea del precedente Governo Renzi”. Lo scrive Mino Borraccino, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia.

“Noi eravamo, e siamo, pronti ad aprire un dialogo con Mittal, ma un minuto dopo che la nuova proprietà della Fabbrica, ex Ilva di Taranto, deciderà di accogliere una discussione nel merito delle questioni che la Regione Puglia pone da anni. Non possiamo fingere che le cose vadano bene così come sono e non faremo come il Governo nazionale che con Di Maio e Salvini ha fatto l’opposto di quello che il M5S aveva detto in campagna elettorale. Il Consigliere Perrini, al quale confermo la mia stima, non può sostenere che si deve rispettare la tutela della salute dei tarantini ed il diritto alle tutele lavorative, per dipendenti ex Ilva e ditte dell’indotto, senza condurre una battaglia insieme a noi per far capire a Mittal la necessità di modificare l’approccio che finora ha avuto su questi temi.

La decarbonizzazione non è una cosa di cui parlare la domenica per poi metterla da parte durante la settimana, ignorando il grido di allarme lanciato da una intera Città. Per dialogare bisogna avere la disponibilità a mettersi in gioco e da parte di Mittal, anche grazie al Governo nazionale che gli consente di produrre usando la stessa tecnologia usata dai Riva e gli garantisce immunità, questa volontà non sembra esserci.

Per quello che è il mio ruolo di Assessore Regionale, ma anche per quello che sento da uomo che è nato e vive in quel territorio, farò di tutto per non lasciare che le cose rimangono allo stato attuale. Il ritorno al passato, con una multinazionale indiana al posto di una italiana, e per giunta con un terzo di posti di lavoro tagliati, non è lo scenario che vogliamo per il territorio di Taranto e per la Puglia”, conclude Borraccino.

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