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INCIDENTE ENI, INTERROGAZIONE DI LIVIANO

“È una nutrita serie di richieste quella che il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, ha rivolto al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, al presidente della Giunta regionale e assessore regionale alla Sanità, Michele Emiliano, al direttore del dipartimento Mobilità-Qualità urbana-Opere pubbliche-Ecologia e paesaggio della Regione Puglia, dott.ssa Barbara Valenzano. Liviano, infatti, ha presentato una interrogazione urgente sui fatti verificatisi all’interno della Raffineria Eni di Taranto lo scorso 21 agosto allorquando, a causa di un’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica dovuta ad un violento temporale abbattutosi sulla zona, dallo stabilimento si è sprigionato un odore nauseabondo che ha interessato la città di Taranto, e zone limitrofe, provocando forti disagi nella popolazione. In particolare, il consigliere regionale tarantino chiede di sapere quale sia l’evento verificatosi all’interno di Eni che ha determinato il forte disagio per la popolazione tarantina; se questo evento poteva essere evitato ed eventualmente come; quali sono i valori registrati dalle centraline Arpa di controllo situate in prossimità dello stabilimento Eni di Taranto; se quanto accaduto ha comportato, o può comportare, nocumento per la salute dei cittadini. Inoltre, spiega Liviano, “ho chiesto se la Regione Puglia intende avviare, per quanto di propria competenza, procedimenti finalizzati ad evitare il ripetersi di episodi così gravi; se il dipartimento Mobilità-Qualità urbana-Opere pubbliche-Ecologia e paesaggio della Regione Puglia, per le sue competenze e prerogative, intenda mettere in atto azioni volte a indurre la dirigenza della Raffineria di Taranto ad incrementare le procedure di controllo e sicurezza all’interno dello stabilimento; se lo stesso Dipartimento intenda (considerando che le motivazioni addotte da Eni per spiegare il problema verificatosi conducono a ragioni di rifornimento elettrico) sempre per le sue competenze e prerogative, chiedere ad Eni di incrementare, all’interno dello stabilimento tarantino, l’allocazione di ulteriori centrali Turbogas di ultima generazione, dieci volte meno inquinanti delle attuali, in modo da ridurre al massimo il pericolo di black out che sarebbero stati alla base degli ultimi incidenti; se alla luce degli ultimi e drammatici episodi il presidente della giunta regionale nonché assessore regionale alla Sanità, Michele Emiliano, non intenda convocare di urgenza i vertici Eni, il management di Terna (operatore che gestisce la rete elettrica), i sindaci dei Comuni di Taranto, Statte e Massafra (fortemente interessati dalle emissioni odorigene) per individuare soluzioni condivise”. Domande alle quali il consigliere regionale si aspetta di ricevere risposte tempestive e dettagliate. “La città di Taranto e i tarantini – sottolinea Liviano – non possono più sopportare episodi che mettono a repentaglio la salute pubblica in una realtà che deve fare i conti ripetutamente con un ambiente schiacciato da un impatto inquinante che non ha eguali in altre parti d’Italia”.

Di seguito la nota dell’Eni sull’incidente del 21 agosto. «L’analisi della qualità dell’aria il 21 agosto scorso ha misurato un incremento dei principali parametri, ma sempre al di sotto dei limiti di legge». E’ quanto precisa l’azienda circa gli eventi conseguenti alla fermata della Raffineria di Taranto, il 21 agosto scorso, dopo il forte temporale, che aveva determinato l’attivazione delle torce d’emergenza con l’emissione di fumo nero e fiamme. Eni smentisce «che i fenomeni odorigeni lamentati ieri e oggi siano imputabili alla raffineria, i cui impianti sono tutti in fermo totale».
(foto di repertorio)

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