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CALL CENTER, A TARANTO NUOVA VITTORIA DEL SINDACATO

Adeguamento della retribuzione oraria alle tariffe stabilite dal contratto nazionale, riconoscimento della malattia, dell’assicurazione sanitaria, dell’infortunio e di una rappresentanza sindacale all’interno del call center. Sono solo alcuni dei risultati raggiunti con un’azienda tarantina che dopo la denuncia di Slc Cgil Taranto dei giorni scorsi ha deciso di incontrare il sindacato a accogliere le richieste formulate per tutelare i circa 70 lavoratori. È il commento unanime di Andrea Lumino (Slc Cgil Taranto), Paolo Peluso (Cgil Taranto) e Nicola Di Ceglie (Slc Cgil Puglia) al termine di un incontro avvenuto poche ore fa con la dirigenza del call center che poco dopo la denuncia fatta nei giorni scorsi ha deciso di cambiare rotta e valorizzare le risorse umane che ogni si impegno per permettere all’azienda di ottenere risultati. «È motivo di gioia sapere che da oggi decine di famiglie potranno vivere con maggiore serenità – hanno affermato congiuntamente i sindacalisti – e anche che lotte sindacali a tutela dei lavoratori sfruttati dei call center continuino a dare frutti per permettere ai dipendenti di costruire su basi più solide la costruzione di un futuro». Le rivendicazioni sindacali hanno permesso di ottenere che i lavoratori possano percepire una retribuzione di 6,50 euro per ogni ora di lavoro così come previsto da un accordo firmato nel luglio scorso dalle organizzazioni sindacali nazionali e le associazioni datoriali delle Telecomunicazioni: un documento che sancisce la disciplina dei contratti dei lavoratori in outbound, cioè quelli che effettuano telefonate per offrire proposte commerciali. A questo si aggiungono il riconoscimento dell’indennità di malattia, infortunio e altre forme di tutela dei lavoratori. «Riconosciamo l’atteggiamento positivo di un’azienda che ha deciso di cambiare strada e scegliere quella del diritto e della legalità e contemporaneamente siamo fieri di ribadire che questo risultato è solo l’ultima dimostrazione del ruolo fondamentale di un sindacato che non scende a compromessi e non ha timore di lottare a testa alta accanto ai lavoratori: mentre in Italia qualcuno parla di riforma dei sindacati, rispondiamo con i fatti e, pur non essendo in grado di riportarlo in una nota stampa, con i sorrisi di quei lavoratori che da oggi potranno vivere il loro lavoro senza che questo leda la propria dignità. E rilanciamo la nostra iniziativa sul territorio: i controlli siano più rifugi, rilanciamo il nostro appello alle istituzioni locali di creare una task force per evitare che casi del genere si ripetano e Confindustria abbia il coraggio di cacciare chiunque si rende protagonista di queste situazioni di schiavismo. Il 13 Ottobre ribadiremo esattamente queste posizioni: ognuno si muova e non consenta il ripetersi di contesti da padroni delle ferriere».

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