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Il terribile agguato di mafia avvenuto a San Marco in Lamis – che segue l’altrettanto tragica esecuzione avvenuta ieri a Bisceglie – e che vedrebbe tra le quattro vittime due uomini che nulla centravano con la faida mafiosa, uccisi solo perché scomodi testimoni, rilancia in maniera virulenta la questione legalità in Capitanata e in tutta la regione. Le aree di Foggia, San Severo, quella garganica vedono in atto una vera e propria guerra di mafia che merita tutte le attenzioni del Governo, del Ministero dell’Interno così come quello di Giustizia.

E’ quanto affermano in una nota il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e della Camera del Lavoro di Foggia, Maurizio Carmeno.

Mentre con enorme fatica assieme alle istituzioni e alle parti sociali lavoriamo per delineare un futuro di sviluppo sostenibile per un terra afflitta da anni di crisi e con un profondo disagio sociale e occupazionale, di contro registriamo episodi di crimine violento che sono figli del radicamento delle mafie nelle nostre realtà, che lottano per interessi economici e il controllo di traffici e avvelenano alla fonte ogni speranza di progresso.

Abbiamo sempre sostenuto che la legalità è precondizione per un sano sviluppo, è valore per la creazione di occupazione. Ma questo clima spaventa i cittadini, non crea condizioni per attrarre investimenti economici, avvilisce gli amministratori e gli operatori delle forze dell’ordine e di giustizia. Chiediamo si giunta l’ora di attivare una sezione della Direzione distrettuale antimafia in Capitanata, non perché la Dda di Bari non svolga con operosità e valore il suo compito – prova ne sono i tanti successi di contrasto al crimine organizzato, ultimo gli arresti di un duplice omicidio avvenuto a Foggia a dicembre – ma per avere più uomini e mezzi addetti alle indagini e al controllo del territorio, per un’azione preventiva di intelligence e contrasto sia sul versante militare che economico. Attendiamo segnali concreti e veloci dal Governo su questo fronte, che lo Stato faccia sentire subito e forte la sua presenza. Perdere altro tempo è una condanna per questi territori che devono recuperare fiducia e sicurezza.

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