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IMPIANTO COMPOSTAGGIO ASECO GINOSA, GALANTE (M5S): “SOCIETÀ SI ADEGUI A NORMATIVA RISPETTANDO VINCOLI”

È prevista il 17 maggio l’udienza del TAR in merito al ricorso proposto dalla società proprietaria dell’impianto di compostaggio ASECO contro la delibera con cui il Comune di Ginosa (TA) esprime parere contrario a qualunque variante urbanistica richiesta dalla società, nel tentativo da parte della stessa di adeguarsi alle normative concernenti le emissioni odorigene e alle prescrizioni dell’AIA.
In particolare, il Comune di Ginosa ha respinto sia la richiesta da parte di ASECO di ampliare il perimetro dell’area in cui ha sede l’impianto di compostaggio, che quella concernente l’aumento delle volumetrie, restando fermo nel ritenere che la società in questione debba adeguarsi alla normativa che limita le emissioni odorigene, senza alcuna previsione di incremento né di superficie, né volumetrico.
“La battaglia portata avanti dall’Amministrazione ginosina – dichiara il consigliere del M5S Marco Galante – è diretta alla salvaguardia della vocazione turistico-agricola di un territorio già in parte compromesso, caratterizzato da colture agricole di pregio e ricadente nel Parco delle Gravine. Negli ultimi anni – prosegue – sono sempre prevalsi gli interessi prettamente economici della società, che ha potuto trattare quantità enormi di rifiuti (capacità autorizzata 80.000 t/a) anche grazie ai continui rinvii nell’applicazione della legge regionale sulle emissioni odorigene. Ora che i vincoli imposti dalla legge sono diventati finalmente operativi, la società utilizza la necessità dell’adeguamento, per far prevalere i propri interessi a discapito dei cittadini, dell’ambiente e delle vocazioni naturali del territorio. Il Comune di Ginosa pertanto chiede solo che la società ASECO provveda ad adeguarsi a tutte le prescrizioni imposte rispettando la normativa vigente e i vincoli urbanistici esistenti. Voglio precisare – conclude il consigliere pentastellato – che gli impianti di compostaggio con elevata capacità di trattamento non rispondono a quanto persegue il Movimento 5 Stelle con la strategia “Rifiuti Zero” che ha la finalità di chiudere il ciclo dei rifiuti promuovendo la diffusione di impianti di compostaggio di comunità o comunque di piccoli impianti aerobici pubblici con ridotte capacità di trattamento, condivisi con la popolazione e che siano rispettosi dell’ambiente”.

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