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CONCESSIONI COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE: SE NE RIPARLA TRA 4 ANNI

Il termine delle concessioni per il commercio su aree pubbliche è prorogato da luglio 2017 al 31 dicembre 2020. L’art 6 del decreto legge ‘Milleproroghe’, licenziato nella giornata di ieri, proroga i termini in materia di sviluppo economico, facendo appunto rientrare nel provvedimento le concessioni per il commercio su aree pubbliche, nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza (comma 7). Una proroga dunque di quattro anni che mette uno stop ad un percorso già abbondantemente avviato dai comuni, che in alcuni casi favorisce situazioni obiettivamente ingarbugliate difficili da dipanare entro la scadenza per i bandi di assegnazione dei posteggi precedentemente fissata entro il 2017, ed in altri invece getta alle ortiche percorsi fatti e completati, creando così una situazioni oggi difficilmente azzerabili. Confcommercio di fatto aveva sollecitato una proroga adeguata dei termini, proprio per favorire quei comuni dove l’applicazione della direttiva Bolkestein al commercio ambulante presentava maggiori difficoltà applicative, soprattutto per l’elevato numero di concessioni da assegnare e per la mole delle incombenze a carico dei comuni; ciò malgrado, si ritiene che quattro anni siano eccessivi. Una proroga così lunga può non tutelare i diritti delle imprese che hanno uno storico operativo e rappresentare una nuova scorciatoia per le attività non regola.
Nei mesi scorsi Confcommercio Taranto aveva avviato una intensa attività in tutti i comuni della provincia, coinvolgendo gli uffici tecnici delle Amministrazioni comunali e gli operatori attraverso una serie di incontri di area. Un percorso nel quale sono obiettivamente emerse le difficoltà dei Comuni, ma anche l’esigenza di mettere ordine nel settore.
Il decreto ministeriale appare un varco che potrebbe favorire le situazioni confuse e incerte, piuttosto che il libero mercato, come chiede invece l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Infatti l’Antitrust aveva bocciato la durata minima di concessione 9 anni e i criteri di assegnazione (Intesa del 2012), a suo parere troppo sbilanciati verso le attività già in possesso di una concessione. Tuttavia, la proroga del Governo non assume posizioni in merito, ma allunga solo i tempi, non dando soluzioni al problema che resta aperto, creando situazioni di stallo per almeno altri quattro anni. L’auspicio è che i Comuni vogliano cogliere questo rinvio dei termini, come un’opportunità per continuare a pianificare e riorganizzare il settore, non vanificando il lavoro sin qui svolto”.
E’ una nota di Confcommercio Taranto.

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