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S’INFIAMMA LA VERTENZA CEMENTIR. VENERDì SCIOPERO NAZIONALE

Venti di guerra alla Cementir del gruppo Caltagirone. Per venerdì prossimo 21 ottobre è stato proclamato uno sciopero in tutti i siti produttivi Cementir-Sacci, con presidi dei lavoratori sotto le sedi delle Regioni interessate (Abruzzo, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana) e la richiesta di un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico. Rispondono così i sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, e dei trasporti Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti all’atteggiamento dell’azienda che ha abbandonato il tavolo di trattativa nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio a Roma nella sede di Unindustria». I sindacati annunciano anche «lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, bloccando straordinari e flessibilità».
«Ad oltre un mese dall’annuncio dell’azienda di licenziare 260 lavoratori – sottolinea la nota – abbiamo avuto solo due momenti di confronto con i vertici dell’azienda». Ed oggi, sostengono i sindacati, il gruppo «ha superato il segno chiedendo di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio».
Intanto la Regione Puglia, attraverso la task force occupazione, ha convocato per il 26 ottobre le organizzazioni sindacali per discutere della vertenza dei lavoratori della Cementir, che ha annunciato decine di licenziamenti. Lo rende noto il segretario generale della Fillea Cgil di Taranto Francesco Bardinella, precisando che scadono oggi i contratti di solidarietà per i 72 lavoratori dello stabilimento di Taranto, per 47 dei quali è stato annunciato il licenziamento. Le segreterie nazionali chiederanno subito che venga attivato il tavolo al Mise. Da domani intanto ci saranno assemblee in tutti gli stabilimenti». Per venerdì sono previste 8 ore di sciopero «e altre 8 ore di sciopero – aggiunge Bardinella – in occasione della convocazione al Mise con manifestazione dei lavoratori».
Quanto allo stabilimento di Taranto, si annuncerebbe un disco rosso dell’Autorità Portuale rispetto alla richiesta della Cementir di una banchina con concessione ventennale, e inoltre di un’area, adiacente, per liberare la calata 4. Non avrebbe senso, anzi non ci sarebbero le carte in regola per ottenere quella concessione se si andasse incontro a un ridimensionamento del sito tarantino.
Oggi, intanto, l’assemblea dei lavoratori nel corso della quale i rappresentanti delle rsu hanno illustrato gli esiti dell’incontro romano. “La nostra mobilitazione è permanente”, sottolinea Giuseppe Altavilla, della Fillea-Cgil. Ora chiediamo al Comune e al sindaco di Taranto di scendere in campo e di essere presenti al vertice di Bari, in Regione”.

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