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GOLETTA VERDE LEGAMBIENTE LIBERA TARTARUGA CARETTA CARETTA

La Goletta Verde di Legambiente ha concluso il suo tour pugliese con la tappa a Capojale. Un viaggio lungo le coste della Penisola – realizzato grazie al sostegno del Consorzio obbligatorio degli oli usati (COOU) e dei partner tecnici NAU e Novamont – che terminerà a Ferragosto in Friuli-Venezia Giulia.
Nel piazzale del Porto canale Capojale, in provincia di Foggia, Legambiente ha organizzato una serie di attività e laboratori ludici sull’economia circolare e, in collaborazione con il Centro di Recupero Tartarughe di Manfredonia, ha restituito al mare una tartaruga Caretta di nome Olivià.

La tappa di Capojale è stata l’occasione per accendere un focus sul tema della Marine Litter, l’indagine sui rifiuti galleggianti, di cui si è parlato nel corso di una tavola rotonda.

Durante il suo viaggio lungo le coste italiane Goletta Verde conduce un’indagine sulla quantità di rifiuti presenti nel mare. Nel 2015 l’imbarcazione ambientalista su 2600 km percorsi ha annotato, in 205 ore di osservazione, 2597 rifiuti galleggianti. Di questi, ben il 95% è costituito da plastica, soprattutto teli (39%) e buste di plastica, intere e frammentante (17%), concentrate soprattutto nel Mar Adriatico (dove se ne contano 5 ogni kmq). Presenti anche cassette di polistirolo e frammenti (7%), bottiglie di plastica (6%), reti e lenze (5%), stoviglie di plastica (2%). Su un impatto totale del 12%, la presenza più massiccia dei rifiuti legata al settore pesca è stata registrata nel mar Adriatico (55%) e, in particolare, nella parte centro-settentrionale dove è presente il 43% di tutti i rifiuti monitorati a livello nazionale.
Il problema del marine litter non riguarda però solo gli ecosistemi e gli equilibri naturali del mare. La dispersione dei rifiuti in acqua ha infatti delle ripercussioni enormi nell’economia locale e globale. Secondo uno studio commissionato dall’Unione Europea, il marine litter costa all’Ue ben 476,8 milioni di euro l’anno. Invece il costo totale dell’impatto per il settore della pesca è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro all’anno. Eppure se si mettessero in campo delle politiche di prevenzione ad hoc, oltre a ridurre i rifiuti in mare, si avrebbero risultati non indifferenti: con l’adozione degli obiettivi Ue, l’adozione di un unico standard di valutazione, l’aumento del riciclaggio dei rifiuti e del packaging, la riduzione e l’eliminazione delle discariche, l’Ue che agisca sul problema come un soggetto unico, adottando gli standard dei migliori 3 Stati Membri, si avrebbe la massima riduzione del marine litter (-35,45%) e un ricavo sui costi di 168,45 milioni di euro l’anno.

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