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TEMPA ROSSA E REFERENDUM: EMILIANO ALZA IL TIRO CONTRO RENZI

 

Un Michele Emiliano a tutto campo riscalda la già alta atmosfera politica e lo fa davanti al popolo foggiano in una gremita sala Silvestar di viale Virgilio,  prima tappa regionale di una serie di iniziative itineranti per costruire la proposta di legge sulla partecipazione popolare, “per contribuire a definire azioni e strategie su provvedimenti principali dell’azione del governo regionale”, ha rimarcato Patrizia Lusi, ex capolista del PD alle scorse Regionali e organizzatrice dell’evento

 

REFERENDUM –  “Questa campagna referendaria avviene in un contesto nel quale il governo ha fatto di tutto per affossarla. Ha fissato la data del 17 aprile, non l’ha accorpata alle amministrative, ha dato la colpa ai promotori di aver speso i soldi del referendum, cosa non vera”.  Emiliano ha ricordato che “questa estate, con altri presidenti di Regione andammo al Mise, ricevuti da un sottosegretario, per chiedere di scongiurare le ricerche di petrolio nelle 12 miglia, che invece sarebbero state possibili dalle nuove norme”. “Quella – ha rilevato – era una istanza che rappresentava la posizione di intere popolazioni. Lo abbiamo spiegato al governo, abbiamo chiesto una riunione istituzionale e tecnica, ma ci hanno sempre detto di no. “Solo grazie al referendum – ha rimarcato – il governo ha fatto alcuni passi indietro. La sordità ci ha obbligato a scegliere il referendum”.

TEMPA ROSSA – Emiliano alza il tiro contro Renzi anche sul caso Tempa Rossa.  “Può succedere, come è accaduto a noi, che la Puglia sia contraria ad un oleodotto che parte dalla Basilicata e arriva sino a Taranto, perché non vuole esporre la baia a rischio di incidente rilevante per il trasporto di petrolio. Siccome è stato costruito un impianto sulla terra ferma, in un’altra regione, ci hanno detto ‘non sappiamo da dove portar via il petrolio e quindi passiamo da casa vostra’”.
“Così – ha concluso non va. Queste decisioni vanno prese insieme”. “Gli idrocarburi sono stati una sostanza decisiva per una certa fase della storia e forse lo sono ancora – ha concluso Emiliano – ma tutti gli osservatori ci dicono che tra pochi decenni questa civiltà dovrà evolvere verso un modello energetico diverso, sostenibile”.

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