TARANTO: SOPRINTENDENZA, LETTERA DI IANNE AL MINISTRO FRANCESCHINI

Il Sindaco ha inoltrato questa sera al Ministro Franceschini la lettera giunta a lui da parte dell’Assessore alla Cultura- Pubblica Istruzione, Mino Ianne, in merito al progetto di riforma delle Soprintendenze ed al suo riverbero su Taranto. Questo il testo della lettera contenente una precisa proposta sottoposta alla valutazione del Ministro.

“Carissimo Sindaco,

propongo alla tua valutazione l’opportunità di chiedere al Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, l’istituzione di una Soprintendenza unica per la sola città di Taranto e provincia, in considerazione della particolarità storica e della attuale contingenza del nostro territorio.

Una tale richiesta – che viene incontro anche alla fortissima sensibilità avvertita dal Consiglio Comunale e dall’opinione pubblica tarantina sul problema Soprintendenza – non entra nel merito della riorganizzazione del Ministero. Tale riorganizzazione intende semplificare le procedure autorizzative nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa sul silenzio-assenso inserita nella “Legge Madia”, che prevede l’accorpamento di competenze finora assegnate a diversi uffici periferici del MiBACT (archeologia, belle arti, architettura, paesaggio) in uffici unici (Soprintendenze Archeologia, Belle arti e paesaggio)

La proposta sopra prospettata non pretende, inoltre, modificare gli assetti territoriali degli uffici che prevedono la sede di una Soprintendenza a Lecce, ma solo segnalare l’opportunità di non privare Taranto di un ufficio preposto alla tutela del patrimonio culturale, dopo oltre un secolo di presenza della sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici istituita nel 1907.

La necessità di un presidio di salvaguardia dell’inestimabile patrimonio culturale della città deriva dalla specialità del contesto territoriale caratterizzato da un tessuto archeologico diffuso e di straordinaria importanza, essendo caratterizzato dalla presenza dell’unica città della Magna Grecia in Puglia che ha lasciato testimonianze importantissime sia a Taranto che in diversi centri della provincia (Leporano, Manduria, S. Giorgio Jonico, Torricella, Crispiano, Ginosa, Laterza) e, ancora, di beni architettonici e artistici di assoluto rilievo nonché di un contesto paesaggistico e ambientale meritevole di particolare attenzione.

Ma di più l’esigenza di una Soprintendenza unica per la sola città di Taranto e provincia si giustifica alla luce dell’attenzione riservata dal Governo e in particolare dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, alla città di Taranto in ragione delle problematiche ambientali, ma anche sociali ed economiche, poste dalla crisi del siderurgico e al conseguente avvio di opere di riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto attraverso la valorizzazione culturale e turistica. Non a caso il D.L. 5 gennaio 2015, n. 1 convertito in legge 4 marzo 2015, n. 20 ha previsto all’art. 5 l’istituzione di un Tavolo istituzionale permanente per l’Area di Taranto, che vede tra i protagonisti il MiBACT e, all’art. 8, l’adozione da parte del Comune d’intesa con il Ministero, di un piano di interventi per il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione della città vecchia di Taranto e della zona del Borgo e dell’Arsenale.

E’ ovvio che nell’ottica di un coordinamento di tali interventi che, data la particolare stratificazione storica della città interesseranno competenze di natura archeologica e architettonica, la presenza della Soprintendenza a Taranto non potrà che avere effetti positivi sull’attuazione del programma. Come nel caso dell’Aquila dove le esigenze di tutela e la complessità degli interventi legati al patrimonio culturale dopo il terremoto hanno indotto il Ministero a istituire una Soprintendenza per la città dell’Aquila e i comuni del cratere, si ritiene che analoga soluzione possa essere adottata per Taranto nell’ottica dell’avvio di quanto previsto dal Contratto Istituzionale di Sviluppo, per di più senza aggravi di natura economica e/o organizzativa, dal momento che già esiste un ufficio ben strutturato con consolidati rapporti di collaborazione e interazione con tutte le componenti istituzionali del tavolo permanente e senza modificare nella sostanza l’assetto organizzativo previsto dalla riforma che prevede la presenza a Lecce di una sede dirigenziale che potrà avere competenza sulle provincie di Lecce e Brindisi.

Non appare inoltre rilevante la presenza di un ulteriore istituto del MiBACT a Taranto, il MaRTA, date le competenze profondamente diverse attribuite al Museo e alla Soprintendenza la cui attività di tutela e di ricerca, al contrario, non può far altro che arricchire le potenzialità del MaARTA e contribuire allo sviluppo civile e culturale della città”.

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